Tocca al pubblico scegliere il più bel piccolo grande amore

Fonte: “Il Giornale

di Diego Pistacchi

Un appuntamento che rischia di restare storico proprio perché non verrà più ripetuto in futuro. E che sembra soprattutto riservato a quel pubblico di appassionati deciso a «ripassare» la colonna sonora della propria vita, godendosela come un’opera classica. Con tutti i tempi dei grandi eventi. E magari anche senza le «contaminazioni» dello stadio o del palasport. Centosessanta minuti di ouverture, preludi, interludi, passaggi musicali e canzoni, che si fondono gli uni negli altri, senza soluzione di continuità, resi ancora più particolari dagli eccezionali camei vocali e strumentali di grandi nomi della musica italiana, dal pop al rock, dal jazz alla musica operistica e a quella per il cinema: da Mina a Ornella Vanoni, da Laura Pausini a Giorgia; a Morandi a Cocciante, da Venditti a Bennato, a Jovanotti; da Bocelli a Ennio Morricone a Luis Bacalov, da Alice a Franco Battiato; da Angelo Branduardi a Pino Daniele; da Ivano Fossati a Fiorella Mannoia e Eugenio Finardi; da Enzo Jannacci a Renzo Arbore; dalla PFM ai Pooh a Ron; da Stefano Bollani a Giovanni Allevi a Danilo Rea, da Paolo Fresu a Stefano Di Battista.
Cinquantadue brani, più i bis. E qui sta l’altra grande novità dell’evento. Perché il pubblico non dovrà solo richiamare fuori Baglioni per chiedergli di non smettere troppo presto di emozionare. Dovrà scegliere anche cosa ascoltare ancora. Ne foyer del Carlo Felice, su pannelli che riproducono il muro Q.P.G.A., ci sarà una lista con i titoli di alcune della canzoni d’amore del repertorio di Claudio Baglioni. Accanto ad ogni titolo, gli spettatori entrando potranno scrivere il loro nome esprimendo così la propria preferenza. I titoli più richiesti saranno eseguiti come bis «A.A.A.: (Ancora Altri Amori offresi)». E se i genovesi scrivessero tante volte Q.P.G.A.? Difficile credere che Baglioni canti la «tetralogia».

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Claudio Baglioni a Bologna in “ConcertOpera”

Fonte: “La Stampa

L’artista in scena dal 4 al 6 gennaio al Teatro Europa Auditorium

ROMA – Dal 4 al 6 gennaio Claudio Baglioni sarà protagonista al Teatro Europa Auditorium di Bologna in “ConcertOpera”, la tetralogia di Q.P.G.A: un Quaderno (il romanzo per Mondadori), una Pellicola (il film per Medusa), due Giri di concerti (“A prima vista” e “Gran Concerto”) e un Album, il nuovo l’inedito doppio cd “Q.P.G.A.”. Cinquantadue brani, 160 minuti di grande musica insieme alle esecuzioni fuori campo di 70 grandi nomi della musica italiana e un bis finale a richiesta, con alcune tra le più belle canzoni d’amore degli ultimi quarant’anni, tratte dal repertorio intenso e appassionato dell’autore compongono lo spettacolo.

“ConcertOpera” è la rappresentazione live integrale dell’opera popolare moderna Q.P.G.A, è la storia in musica del primo grande amore: quello che non dura tutta la vita, ma la cambia per sempre. Il quarto e ultimo atto del quadruplo progetto “quadrigetto” ispirato ad uno degli album più conosciuti e amati della musica italiana: “Questo piccolo grande amore” (1972), il disco la cui titletrack è stata votata in un referendum nazionale e premiata al Festival di Sanremo (1985) come “canzone italiana del secolo”.

Da Mina a Ornella Vanoni, da Laura Pausini a Giorgia, da Morandi a Cocciante, da Venditti a Bennato, a Jovanotti, da Bocelli a Ennio Morricone a Luis Bacalov, da Alice a Franco Battiato, da Angelo Branduardi a Pino Daniele, da Ivano Fossati a Fiorella Mannoia e Eugenio Finardi, da Enzo Jannacci a Renzo Arbore, dalla PFM ai Pooh a Ron, da Stefano Bollani a Giovanni Allevi a Danilo Rea, da Paolo Fresu a Stefano Di Battista: un cast musicale di qualità e centosessanta minuti illustrati da una “colonna visiva”, ovvero un clip-movie inedito con la regia di Duccio Forzano, che scorre su grande schermo in perfetto sync con temi e tempi della musica, per un viaggio di andata e ritorno tra gli anni ’70 e i giorni nostri.

Sarà il pubblico a poter scegliere il bis finale del concerto. Finale che sarà diverso di sera in sera. Nei foyer dei teatri, su pannelli che riproducono l’immagine-simbolo (muro Q.P.G.A.), una lista con i titoli di alcune della canzoni d’amore del repertorio di Claudio Baglioni. Accanto ad ogni titolo, gli spettatori potranno scrivere il loro nome esprimendo così la propria preferenza. I titoli più richiesti saranno eseguiti come bis “A.A.A. (Ancora Altri Amori offresi)”.

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Claudio Baglioni con “ConcertOpera” arriva al Teatro Europa Auditorium di Bologna

Fonte: “Sassuolo2000

(Articolo del 03/01/2010) – Dal 4 al 6 gennaio Claudio Baglioni con “ConcertOpera” arriva al Teatro Europa Auditorium di Bologna. 52 brani, 160 minuti di grande musica insieme alle esecuzioni fuori campo di 70 grandi nomi della musica italiana e un bis finale a richiesta, con alcune tra le più belle canzoni d’amore degli ultimi quarant’anni, tratte dal repertorio intenso e appassionato dell’autore.

E’ “ConcertOpera”, il tour con cui Claudio Baglioni festeggia il formidabile successo della tetralogia di Q.P.G.A: un Quaderno (il romanzo per Mondadori), una Pellicola (il film per Medusa), due Giri di concerti (“A prima vista” e “Gran Concerto”) e un Album, il nuovo l’inedito doppio cd “QPGA”, che – appena uscito – si presenta già come l’avvenimento discografico del 2009/2010.

“ConcertOpera” è la rappresentazione live integrale dell’opera popolare moderna Q.P.G.A. La storia in musica del primo grande amore: quello che non dura tutta la vita, ma la cambia per sempre. Il quarto e ultimo atto del quadruplo progetto “quadrigetto” ispirato ad uno degli album più conosciuti e amati della musica italiana: “Questo piccolo grande amore” (1972), il disco la cui titletrack è stata votata in un referendum nazionale e premiata al Festival di San Remo (1985) come “canzone italiana del secolo” .

Un vero evento live nel quale, per la prima volta, l’opera Q.P.G.A. verrà rappresentata interamente, con ouverture, preludi, interludi, passaggi musicali e canzoni, che si fondono gli uni negli altri, senza soluzione di continuità, resi ancora più particolari dagli eccezionali camei vocali e strumentali di grandi nomi della musica italiana, dal pop al rock, dal jazz alla musica operistica e a quella per il cinema: da Mina a Ornella Vanoni, da Laura Pausini a Giorgia; a Morandi a Cocciante, da Venditti a Bennato, a Jovanotti; da Bocelli a Ennio Morricone a Luis Bacalov, da Alice a Franco Battiato; da Angelo Branduardi a Pino Daniele; da Ivano Fossati a Fiorella Mannoia e Eugenio Finardi; da Enzo Jannacci a Renzo Arbore; dalla PFM ai Pooh a Ron; da Stefano Bollani a Giovanni Allevi a Danilo Rea, da Paolo Fresu a Stefano Di Battista. Un cast musicale mozzafiato, che nessuna produzione musicale – né italiana, né internazionale – fino ad oggi aveva mai potuto vantare. Centosessanta minuti di emozione pura, illustrati da una “colonna visiva”: un clip-movie inedito con la regia di Duccio Forzano, che scorre su grande schermo in perfetto sync con temi e tempi della musica, per un indimenticabile viaggio di andata e ritorno tra gli anni ‘70 e i giorni nostri; tra sogni e ricordi, speranze e delusioni, passioni dimenticate e ritrovate.

Sarà il pubblico a poter scegliere il bis finale del concerto. Finale che sarà diverso di sera in sera. Nei foyer dei teatri, su pannelli che riproducono l’ immagine-simbolo (muro QPGA), una lista con i titoli di alcune della canzoni d’amore del repertorio di Claudio Baglioni.

Accanto ad ogni titolo, gli spettatori potranno scrivere il loro nome esprimendo così la propria preferenza. I titoli più richiesti saranno eseguiti come bis “A.A.A. (Ancora Altri Amori offresi)”.

I biglietti sono in vendita tramite il circuito Ticket-One www.ticketone.it (on line, in tutti i punti vendita abilitati e attraverso il pronto TicketOne 892.101) e presso la biglietteria del teatro EuropAudiotorium.

Acquistando inoltre online un biglietto, Ticket One e Radio Italia Solo Musica Italiana regaleranno una t- shirt esclusiva del tour.

Prevendite biglietti presso la biglietteria del Teatro EuropAuditorium in Piazza Costituzione, 4 a Bologna (apertura da lunedì a sabato ore 15-19), presso i punti prevendita del Circuito VIVATICKET-CHARTA, presso i punti d’ascolto delle IperCoop, il Circuito TICKETONE e le prevendite abituali di Bologna e Modena.

Per informazioni: Teatro EuropAuditorium 051 37.25.40 – 051 63.75.199

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Un milione per l’Abruzzo

Fonte: “Ostia News

Il 21 aprile 2009 è stato un giorno importante per la musica italiana: cinquantasei grandi artisti si sono ritrovati agli studi Officine Meccaniche di Milano per registrare una canzone tutti insieme, «Domani 21/04.09 – Artisti uniti per l’Abruzzo». Lo scopo del progetto musicale era raccogliere fondi per sostenere gli interventi di ricostruzione, consolidamento e restauro del Conservatorio «Alfredo Casella» e della sede del Teatro Stabile d’Abruzzo dell’Aquila. Ebbene , a 8 mesi di stanza, «Domani 21/04.09» ha venduto oltre mezzo milione di copie con una previsione di incasso che supera il milione di euro. Entro la metà di febbraio sarà possibile effettuare i conteggi definitivi comprensivi dei dati Siae del primo semestre e il dato Siae generale verrà conguagliato a settembre del 2010. Il singolo termina la sua vita commerciale alla fine del mese di dicembre, verrà ritirato dai negozi e la vendita digitale sarà sospesa. L’operazione si concluderà simbolicamente il prossimo aprile a L’Aquila – a un anno dal terremoto – dove verrà organizzata una conferenza stampa e in questa occasione verranno pubblicamente nominati e ringraziati tutti coloro che hanno contribuito a titolo gratuito al grande successo di «Domani»: radio, tv, catene commerciali, aziende private e naturalmente tutti gli artisti che hanno partecipato. Lorenzo Jovanotti, Giuliano Sangiorgi e Mauro Pagani (anche autore della canzone e produttore artistico) sono gli ideatori del progetto, la produzione esecutiva è stata curata da Marco Sorrentino, la produzione discografica è della Sugar di Caterina Caselli e la distribuzione di Universal. Un ringraziamento particolare va alla Guardia di Finanza di Milano che ha sventato un attacco della pirateria on-line nelle fasi iniziali del progetto. I 56 artisti che hanno partecipato a ‘Domani 21.04.09′ sono: Afterhours, Claudio Baglioni, Franco Battiato, Baustelle, Samuele Bersani, Bluvertigo, Luca Carboni, Caparezza, Albano Carrisi, Caterina Caselli, Casino Royale, Carmen Consoli, Cesare Cremonini, Elio e le Storie Tese, Niccolò Fabi, Fabri Fibra, Giusy Ferreri, Tiziano Ferro, Eugenio Finardi, Frankie Hi Energy, Giorgia, Gianluca Grignani, J Ax, Jovanotti, Ligabue, Malika Ayane, Mango, Gianni Marracash, Morgan, Gianni Morandi, Gianna Nannini, Negramaro, Negrita, Nek Niccolò Agliardi, Pacifico, Mauro Pagani, Giuliano Palma, Laura Pausini, Roy Paci, Piero Pelù, Max Pezzali, Massimo Ranieri, Francesco Renga, Ron, Enrico Ruggeri, Antonella Ruggiero, Sud Sound System, Tricarico, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti, Mario Venuti, Zucchero.

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Un sito per “Domani 21/04.2009″

Fonte: “ItNews

Roma, 6 mag. (Adnkronos) – Il ‘Domani’ per l’Abruzzo e’ gia’ visibile. Il video del brano “Domani 21.04.09″, gia’ ribattezzato il ‘We are the world’ italiano, perche’ i proventi delle vendite serviranno a sostenere gli interenti di ricostruzione, consolidamente e restauro del Conservatorio “Alfredo Casella” e della sede del Teatro Stabile d’Abruzzo dell’Aquila, e’ gia’ visibile su internet, sul sito appositamente creato (http://www.domani21aprile2009.it). Nel brano sfilano le immagini delle piu’ grandi star della musica italiana che si alternano anche al microfono, dividendosi strofe e incisi. L’incipit e’ per Ligabue e seguono in un montaggio sonoro e visivo molto serrato: Tiziano Ferro, Enrico Ruggeri, Gianni Morandi, Franco Battiato, Massimo Ranieri, Max Pezzali, Eugenio Finardi, Zucchero, Cesare Cremonini, Carmen Consoli, Mauro Pagani, Francesco Renga, Roberto Vecchioni , Giuliano Palma, Elio e Le Storie Tese, Vittorio Cosma, Jovanotti, Caprezza, Frankie HiNrg, Gianluca Grignani, Giuliano Sangiorgi, Claudio Baglioni, Ron, Luca Carboni, Baustelle, Samuele Bersani, Antonella Ruggiero, Alioscia, Pacifico, Mango, Bluvertigo, Nek, Antonello Venditti, Albano, Marracash, Laura Pausini, J Ax, Fabri Fibra, Sud Sound System, Giorgia, Giusy Ferreri, Dolcenera, Mario venuti, Piero Pelu’, Morgan, Roy paci, Gianna Nannini, Elisa, Manuel Agnelli degli Afterhours, Mango, Niccolo’ Fabi, Tricarico, Negrita, Malika Ayane e Saturnino. Nel finale la parole torna a Jovanotti che e’ stato l’ideatore dell’operazione, promossa poi insieme a Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e a Mauro Pagani, che l’autore del brano.

Miracolo Abruzzo, le star italiane ora cantano insieme

Fonte: “Il Secolo XIX

di Tiziana Leone

A scorrere la lista dei nomi si fa fatica a trovare gli assenti: 56 artisti della musica italiana hanno accettato l’invito di Mauro Pagani, Lorenzo Jovanotti e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro per cantare tutti insieme, in un solo giorno, senza registrazioni a distanza con l’aiuto del computer, il brano “Domani”, per raccogliere fondi per l’Abruzzo. Una canzone che riesce a unire, incredibilmente, il rap di J Ax e Fabri Fibra agli acuti di Al Bano, il tono basso di Franco Battiato a quello alto di Piero Pelù. Senza barriere fra musica tradizionale e underground, i 56 artisti fra i quali Zucchero, Giorgia, Laura Pausini, Antonello Venditti, Claudio Baglioni, Ligabue, Gianna Nannini, Massimo Ranieri, Antonella Ruggiero, Eugenio Finardi, Gianni Morandi, Tiziano Ferro, Elisa, Carmen Consoli, Cesare Cremonini, Luca Carboni, si sono ritrovati tutti insieme, il 21 aprile, negli studi di registrazione milanesi di Pagani, autore del brano, per cantare quello che vuole essere un inno alla rinascita o, per dirla con Lorenzo Cherubini, «una bella storia che nasce dal dolore». Il brano s’intitola “Domani 21/04.2009”, giorno in cui gli artisti si sono riuniti per incidere, è in onda su tutte le radio da ieri notte alle 3.30, a un mese esatto dal sisma, negli store digitali arriverà venerdì, mentre il cd sarà nei negozi dal 15 maggio.

«Questo disco è un miracolo reso possibile dall’urgenza: le telefonate sono partite il venerdì e il martedì eravamo già tutti in studio a registrare, c’era praticamente l’arco costituzionale storico della musica italiana» sorride Jovanotti «così tanti artisti nello stesso posto non si erano mai visti, perché la prima regola è stata quella del dover esserci tutti. In quel giorno, persone che non si parlavano, si sono riviste dopo anni, sembrava quasi di essere alle assemblee di istituto scolastiche».

Ma non è stato facile per Pagani, Jovanotti e Giuliano Sangiorgi riuscire ad assegnare a ciascuno dei cantanti il loro pezzetto di brano. Solo le parti rap sono state scritte dagli stessi rapper. «A un certo punto» confessa Jovanotti «avevamo più parole che cantanti». Ma nessuna bizza, nessuna scena da prima donna, tutti gli artisti si sono messi in fila, a ciascuno il proprio turno, a chi una frase, a chi soltanto una parola. «È la dimostrazione di quanto ciascuno sia stato disponibile» aggiunge Pagani «abbiamo cercato di far cantare a ciascuno non più di cinque righe, ma a qualcuno ne sono andate di più, ad altri appena qualche parola». I soldi del ricavato serviranno per ricostruire il Conservatorio Alfredo Casella e la sede del teatro Stabile d’Abruzzo dell’Aquila. «Tutti, dai cantanti, ai musicisti, ai produttori, ai montatori, agli uffici stampa hanno lavorato a titolo completamente gratuito» ricorda Jovanotti «la discografia ha lavorato più per questa canzone di quando fanno i propri album. A volte la beneficenza legittima l’incuria, ma proprio perché chiediamo denaro al pubblico era necessario che questa fosse una gran bella canzone. Abbiamo curato ogni cosa nei minimi dettagli. Il nostro obiettivo è quello di riuscire a vendere un milione di copie: è una sfida che lancio, sarebbe un bel segnale».

Questa canzone sarà solo l’inizio di un impegno che dovrà durare nel tempo, «perché dopo 30 anni» ricorda Pagani «c’è ancora gente che vive nei container». Al disco seguirà un libro fotografico, con gli scatti realizzati durante la registrazione del brano, mentre lo scrittore Paolo Giordano è già al lavoro per trarre un racconto da quella storica giornata. «Di concerti per ora non ne prevediamo, magari in un prossimo futuro» ricorda Lorenzo. «La nostra è una cosa piccola, ma capace di produrre effetti» conclude Sangiorgi.

tizianaleone@hotmail.com

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Ma piace davvero un Festival così?

Fonte: “Repubblica

di Gino Castaldo

SANREMO – A compensare l’ imprevista assenza di Phil Collins, la direzione ha pensato bene di sostituirlo con Angela Maria col suo gruppo di sombreri, tanto per esasperare sempre di più il tono folkloristico della carrellata finale del festival. Il clima plastificato e irreale della rassegna non aveva mai raggiunto tali abissi di vuoto. Sta di fatto che la breve, ma intensa, performance di Claudio Baglioni è sembrata un’ apparizione celeste. Abbiamo tutti provato lo shock di ascoltare un cantante che osava cantare dal vivo, addirittura variando il fin troppo conosciuto tema di Piccolo grande amore, con coraggio e tensione, senza paura di confrontarsi col gotha degli stranieri con tutte le certezze di look e playback. Questo dovrebbe far riflettere gli organizzatori del festival. Forse non ci vorrebbe molto a mettere in piedi qualcosa di appena appena più vivo. Ma a questo punto non si può nascondere il sospetto che agli organizzatori il Festival vada bene proprio così com’ è. Il festival di Sanremo è ormai un trampolino di lancio per i prodotti di Freddy Naggiar, padrone della piccola ma potentissima Baby records. Tutto è finalizzato a questo abile industriale di fronte al quale si inchinano grosse e potenti aziende discografiche. Come al solito sono stati massacrati i pochi buoni prodotti della rassegna: Eugenio Finardi (Vorrei svegliarti) e Mimmo Locasciulli (Buona fortuna) hanno dovuto contendersi a colpi di poche decine di voti lo scarto tra il 18 e 19 posto. Peggio ancora è andata a Zucchero con la sua graziosa, anche se copiata, Donne: un secco 21 posto. Poco meglio è andato il Banco, piazzando Grande Joe al 15 posto. Le poche sorprese, rispetto agli scontati piazzamenti di Ricchi e Poveri e Gigliola Cinquetti, sono ancora più scoraggianti, prima fra tutti l’ inquietante exploit del giovanissimo Luis Miguel (ma non sarà, come il giovane Harnold, un signore maturo con problemi di crescita?), e per certi versi anche il 6 posto di Eros Ramazzotti, che ora sembra voler rinverdire la fulgida tradizione romana di Claudio Villa. Tutti gli anni (ma non c’ è mai limite per peggiorare) ci si ritrova a domandarsi come sia possibile ottenere così poco, avendo a disposizione un potenziale enorme. E si sente in pieno la decadenza di questa tanto osannata rinascita sanremese, salutata con gioia da un’ industria che ne aveva un disperato bisogno. In realtà, i contenuti artistici decrescono in modo inversamente proporzionale all’ attesa che si crea intorno alla manifestazione. Peggio ancora per la sezione giovani, unica importante occasione rimasta in Italia per poter far emergere dei nuovi talenti: ma se la nuova stella della nostra canzone deve essere Cinzia Corrado, vuol dire che c’ è qualcosa che non funziona. L’ alibi è sempre lo stesso: i 20 milioni di telespettatori. Peccato che le cifre non riportino anche i commenti di questo sterminato pubblico che ha seguito il festival.

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Ma Sanremo è sexy come Anna Oxa o elegante come Gigliola?

Fonte: “Repubblica

di Maria Pia Fusco

BIG, NUOVI, OSPITI: QUESTO VEDREMO (E ASCOLTEREMO) STASERA IN TV SONO GLI OTTO finalisti della sezione “Nuove Proposte”, selezionati da una giuria, garantita di giovani – trecento – e organizzata dalla Demoskopea-Totip, ad apparire per primi nella finale di questa sera. Subito dopo, un’ altra giuria, messa insieme con gli stessi criteri, comincerà la votazione, mentre nel teatro Ariston e sui teleschermi seguono i ventidue “big” e le loro canzoni, in un ordine di apparizione diverso da quella della prima serata e determinato da un sorteggio. I risultati delle votazioni – il primo classificato della sezione Nuove Proposte e i primi tre Big, eletti dalle schedine Totip – saranno resi noti e teletrasmessi dopo il Telegiornale della notte. Ai primi due “big” saranno consegnati, ma solo simbolicamente, i due cavalli del premio Totip. Numerosi gli ospiti. Gli italiani, oltre agli interventi di Nuti e la De Sio, di Luis Moreno, Beppe Grillo, Renato Pozzetto e Adriano Celentano, sono Katia Ricciarelli, Claudia Mori, Claudio Villa, Claudio Baglioni. Numerosissimo il gruppo degli stranieri: Duran Duran, Phil Collins, Sade, J. Luis Rodriguez, Jermaine Jackson e Pia Zadora, Gino Vannelli, Village People, Frankie Goes to Hollywood, Chaka Khan, Bronski Beat, Sam Harris, Spandau Ballet, Talk Talk. SULLA RIVIERA DEI FIORI E DELLA MUSICA PERBENE ARRIVA IL ROCK SADOMASO SANREMO – Distaccatissima, magnetica, Adu Sade è arrivata sul palco di Sanremo ad illuminare il folklore canzonettistico del festival in un impari confronto con una produzione italiana non presentata al meglio delle sue forze. Verrebbe da ribellarsi istintivamente alla superiore arroganza del conquistatore anglosassone, ma di fronte a Sade crolla ogni resistenza. Immobile, senza compiere il più piccolo gesto, è riuscita a creare un magnetismo inarrivabile, col suo tocco di esotismo, il canto vellutato e nobile, le ascendenze jazzistiche. Altra curiosità, pescando qua e là nel ricco cast di stranieri, è la presenza di ben tre gruppi di stampo omosessuale. Il primo, i Village People, sono dei buffi cialtroni già ampiamente noti. Più significativa è invece la presenza di Bronski Beat e Frankie Goes to Hollywood, ultras ideologici della nuova gay music, portabandiera senza pudori di nuovi modelli di comportamento sessuale. Basta guardare i loro video, storie di ragazzi gay emarginati per i Bronski Beat, e scandalose affermazioni sadomaso per i Frankie. Cosa faranno qui a Sanremo, tempio del perbenismo musicale? Se lo chiedono tutti. Ma, se parliamo di stranieri, non possiamo tacere dei Duran Duran. L’ isteria adolescenziale che si sta scatenando intorno al loro arrivo ha dell’ incredibile. Il teatro Ariston è assediato da ragazzini, molti dei quali venuti da fuori, che stazionano ore solo per poter sfiorare i loro beniamini. Solo per aver promesso un incontro col gruppo qui a Sanremo, l’ emittente Videomusic è stata sommersa da migliaia di lettere. Sembra un massiccio ritorno della beatlemania. Musicalmente, non è neanche il caso di fare dei paragoni, ma è certo che i Duran Duran stanno centrando in pieno un nuovo modello estetico (musica, video, look, atteggiamento) che è l’ espressione più vicina alle nuovissime generazioni. Era noto il fenomeno in sede anglosassone ma, evidentemente, la Duranduranmania sta dilagando anche nel nostro paese. La loro presenza al festival è la più prestigiosa e la più attesa. Una preziosa occasione per i genitori di tutt’ Italia per capire chi è che fa perdere la testa ai propri figli. (g.c.) Un video e un disco per combattere la fame IN VENTIDUE HANNO CANTATO IL GLORIOSO “VOLARE!” SANREMO – Proprio in questi giorni sono cominciati ad arrivare i primi frammenti di quella che sarà l’ imponente risposta americana (con Wonder, Dylan e Springsteen tra gli altri) al pezzo “Feed the world”, realizzato dalle principali rockstar inglesi in favore dell’ Etiopia. Ma una volta tanto gli italiani arrivano prima. La risposta italiana è già pronta, anche se, per comprensibili motivi, non è stato possibile realizzarla su un pezzo nuovo. Allora è stato scelto “Volare”, cantato per l’ occasione da un folto gruppo di famosi personaggi che comprende Milva, Lucio Dalla, Banco, Loredana Bertè, Angelo Branduardi, Rossana Casale, Fabrizio De Andrè i Dik Dik, Tony Esposito, Maurizio Fabrizio, Eugenio Finardi, Riccardo Fogli, Ivano Fossati, Dori Ghezzi, Remo Licastro, Claudia Mori, Gianna Nannini, Patty Pravo, Ron, Vasco Rossi, Giuni Russo e Gianni Togni. E’ la prima volta che in Italia accade qualcosa del genere (era ora!), ed è già pronto un videoclip che i curatori hanno chiesto di inserire nel programma della serata finale del festival di Sanremo. Al momento in cui scriviamo non conosciamo ancora la risposta dell’ organizzazione del festival, ma è certo che l’ attinenza con la rassegna è indiscutibile. Già di per sè, il pezzo “Volare” è l’ emblema stesso della manifestazione e, oltretutto, quale migliore occasione per presentare una tale aggregazione di cantanti e musicisti della musica italiana? Sembra che per una volta siano state accantonate rivalità e interessi personali. E se ne sentiva veramente il bisogno. (g.c.)

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I cantanti? Artisti “poveri” Zero guadagna solo 12 milioni

Fonte: “Repubblica

ROMA – Tra i grandi evasori ci sono anche i cantanti, noti e meno noti, soprattutto di musica leggera. Non pagano le tasse: o meglio, quelle che pagano sulla base della denuncia dei presunti redditi sono così irrisorie da apparire addirittura ridicole. Lo sostiene il Secit (il Servizio centrale degli ispettori tributari, gli 007 del fisco) in un rapporto inviato pochi giorni fa al ministro Visentini e che “Panorama” pubblica nel prossimo numero in edicola domani. I “superispettori” hanno condotto l’ indagine esaminando una campione di 31 cantanti, tutti considerati big della musica leggera. E dopo i dovuti accertamenti ecco spuntare le prime sorprese: sette cantanti sui 31 presi di mira hanno omesso di dichiarare vari proventi. I nomi? Gianni Bella, Franco Califano, Ivan Cattaneo, Adriano Celentano, Renato Zero, Gino Paoli, Gianni Morandi. Ma non è tutto. Ancora più clamorosa appare la situazione di Renato Zero: il cantante – sempre secondo il rapporto del Secit – “ha prodotto un modello 101 rilasciato dalla società Zeromania”, definendosi un lavoratore dipendente e dichiarando di aver percepito come stipendio, nell’ anno preso in esame, poco più di 12 milioni. Le sorprese continuano, gettando stupore tra i nostri 007 del fisco: venti cantanti hanno sostenuto di non aver percepito alcun compenso per manifestazioni artistiche. “Tale circostanza – scrivono gli esperti del ministero delle Finanze – lascia veramente perplessi, vista la notoria partecipazione dei predetti a tournèe e a spettacoli vari, specie nel periodo estivo”. Gli “imputati” sono: Claudio Baglioni, Lucio Battisti, Gianni Bella, Angelo Branduardi, Al Bano, Ivan Cattaneo, Adriano Celentano, Riccardo Cocciante, Toto Cotugno, Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè, Renato Zero, Eugenio Finardi, Leopoldo Fiorni, Ivan Graziani, Giorgio Gaber, Gianni Morandi, Toni Santagata, Umberto Tozzi, Antonello Venditti. Altri quattro musicisti (Edoardo Bennato, Giuseppe Gagliardi, Francesco Guccini e Gino Paoli), stando al rapporto del Secit, hanno dichiarato compensi per poche manifestazioni artistiche. “Anche per tali cantanti”, sostengono gli 007 delfisco, “si ha motivo di credere che una parte dei compensi percepiti possa essere stata occultata”. Che fare? Il Secit non ha dubbi. Nel suo rapporto raccomanda gli uffici delle imposte dirette di procedere ai sensi di legge. No, nessuna denuncia, probabilmente una supermulta, anche perchè i dati esaminti si riferiscono alle dichiarazioni dei redditi dell’ anno 1978. Come si vede, dunque, il lavoro dei nostri “superispettori” funziona, più o meno, a dovere. Prima e dopo la denuncia del segretario generale della Uil Benvenuto sono stati passati al setaccio tutti i redditi dei lavoratori autonomi: la grande caccia è iniziata con i medici, i calciatori; gli industriali ed è continuata con i commercianti. I risultati si avranno alla fine dell’ estate, anche se alcuni dati orientativi sono già stati pubblicati dalla stampa. Adesso tocca ai cantanti. Il Secit scrive il suo rapporto con toni preoccupati: parla di “vasta evasione” nel settore della musica leggera e di “connivenza su vasta scala” contro il fisco fra cantanti, organizzatori di spettacoli e titolari di sale. tutti uniti, pur di non pagare.

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