I cantanti? Artisti “poveri” Zero guadagna solo 12 milioni


Fonte: “Repubblica

ROMA – Tra i grandi evasori ci sono anche i cantanti, noti e meno noti, soprattutto di musica leggera. Non pagano le tasse: o meglio, quelle che pagano sulla base della denuncia dei presunti redditi sono così irrisorie da apparire addirittura ridicole. Lo sostiene il Secit (il Servizio centrale degli ispettori tributari, gli 007 del fisco) in un rapporto inviato pochi giorni fa al ministro Visentini e che “Panorama” pubblica nel prossimo numero in edicola domani. I “superispettori” hanno condotto l’ indagine esaminando una campione di 31 cantanti, tutti considerati big della musica leggera. E dopo i dovuti accertamenti ecco spuntare le prime sorprese: sette cantanti sui 31 presi di mira hanno omesso di dichiarare vari proventi. I nomi? Gianni Bella, Franco Califano, Ivan Cattaneo, Adriano Celentano, Renato Zero, Gino Paoli, Gianni Morandi. Ma non è tutto. Ancora più clamorosa appare la situazione di Renato Zero: il cantante – sempre secondo il rapporto del Secit – “ha prodotto un modello 101 rilasciato dalla società Zeromania”, definendosi un lavoratore dipendente e dichiarando di aver percepito come stipendio, nell’ anno preso in esame, poco più di 12 milioni. Le sorprese continuano, gettando stupore tra i nostri 007 del fisco: venti cantanti hanno sostenuto di non aver percepito alcun compenso per manifestazioni artistiche. “Tale circostanza – scrivono gli esperti del ministero delle Finanze – lascia veramente perplessi, vista la notoria partecipazione dei predetti a tournèe e a spettacoli vari, specie nel periodo estivo”. Gli “imputati” sono: Claudio Baglioni, Lucio Battisti, Gianni Bella, Angelo Branduardi, Al Bano, Ivan Cattaneo, Adriano Celentano, Riccardo Cocciante, Toto Cotugno, Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè, Renato Zero, Eugenio Finardi, Leopoldo Fiorni, Ivan Graziani, Giorgio Gaber, Gianni Morandi, Toni Santagata, Umberto Tozzi, Antonello Venditti. Altri quattro musicisti (Edoardo Bennato, Giuseppe Gagliardi, Francesco Guccini e Gino Paoli), stando al rapporto del Secit, hanno dichiarato compensi per poche manifestazioni artistiche. “Anche per tali cantanti”, sostengono gli 007 delfisco, “si ha motivo di credere che una parte dei compensi percepiti possa essere stata occultata”. Che fare? Il Secit non ha dubbi. Nel suo rapporto raccomanda gli uffici delle imposte dirette di procedere ai sensi di legge. No, nessuna denuncia, probabilmente una supermulta, anche perchè i dati esaminti si riferiscono alle dichiarazioni dei redditi dell’ anno 1978. Come si vede, dunque, il lavoro dei nostri “superispettori” funziona, più o meno, a dovere. Prima e dopo la denuncia del segretario generale della Uil Benvenuto sono stati passati al setaccio tutti i redditi dei lavoratori autonomi: la grande caccia è iniziata con i medici, i calciatori; gli industriali ed è continuata con i commercianti. I risultati si avranno alla fine dell’ estate, anche se alcuni dati orientativi sono già stati pubblicati dalla stampa. Adesso tocca ai cantanti. Il Secit scrive il suo rapporto con toni preoccupati: parla di “vasta evasione” nel settore della musica leggera e di “connivenza su vasta scala” contro il fisco fra cantanti, organizzatori di spettacoli e titolari di sale. tutti uniti, pur di non pagare.

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