“La vita è adesso” e le canzoni sono le poesie di oggi


Fonte: “Repubblica

di Gino Castaldo

MILANO“Se mi sento un poeta? Beh, è quello che vorrei essere. Non mi piace dirmelo da solo, per un normale pudore, ma se me lo dicono gli altri mi fa molto piacere”. Con queste semplici parole Claudio Baglioni ha presentato alla stampa il suo nuovo album, La vita è adesso (ed. Cbs), fra pochi giorni in tutti i negozi, e già richiestissimo (la casa discografica parla di trecentomila prenotazioni). A detta dell’ autore è stato un lavoro molto faticoso. “E’ molto più difficile realizzare un nuovo disco dopo aver avuto un grande successo. La tentazione è quella di rifare le stesse cose, visto che hanno funzionato. Ma non è quello che mi interessava”. E perchè tutto questo tempo? (l’ ultimo album di studio, Strada facendo, è del 1981, e poi c’ è stato lo strabordante successo del doppio dal vivo Alè-Oo): “Perchè ci vuole il giusto tempo fisico e un forte strattone per poter andare avanti, senza rimanere ammalati di successo”. La vita è adesso è una nuova tappa di un tormentato percorso che Baglioni sta seguendo da anni, nel tentativo di riscattarsi dall’ etichetta di canzonettaro commerciale che gli è stata affibbiata per anni, magari troppo frettolosamente, da una critica che gli ha sempre preferito altri cantautori. Questa volta il livello è davvero molto sofisticato. L’ album si presenta come un lavoro ricercato, con strutture di canzoni molto dilatate e aperte, spesso prive dei normali schemi “strofa-refrain-strof “, con testi molto impegnativi. Rimane sempre, però, un grande trasporto melodico, l’ enfasi del canto e di una certa commozione interpretativa che sono sempre state le sue caratteristiche. Così come non ha rinunciato del tutto ad usare il gergo degli adolescenti: i testi sono pieni di “baretti”, “muretti”, di parole come “appitonato”, “schicchera”, “cicca”, e così via dicendo, come per riprodurre il modo in cui realmente parla la gente, o per non distanziarsi troppo dall’ universo adolescenziale, quello che in fondo gli ha sempre tributato un caloroso successo. La filosofia del disco è già indicata dal titolo, un invito preciso a vivere in modo pieno il presente: “Troppo spesso si fa l’ apologia dei ricordi, oppure si salta direttamente ad un futuro lontano, fantascientifico, o catastrofico” ha detto Baglioni. E la canzone che dà il titolo al disco, sottolinea con accorata intensità: “La vita è adesso, nel vecchio albergo della terra, e ognuno in una stanza e in una storia di mattini più leggeri”, dunque un invito a cogliere la totalità del momento, a viverla senza riserve. In omaggio a questa filosofia molte delle canzoni sono costruite come sequenze di immagini, tutte svolte al presente, senza mai un verbo al passato, e le immagini sembrano colte da un obiettivo che si muove a frugare per le strade in cerca di quadretti significativi. Tutto il disco sembra seguire un arco di racconto di una sola giornata, appunto in uno spaccato verticale di uno dei tanti possibili presenti. Inizia con un saluto al sole che arriva (“Bentornato a questo sole nelle camere di tutto il mondo, quando allaga letti e cuori che si girano per un secondo”) e finisce con una invocazione alla notte: “Buonanotte ai piccoli dolori, buonanotte a tutti i suonatori, buonanotte a queste nubi d’ inchiostro, buonanotte a questo figlio nostro”, mentre “In questo stesso istante, tra la California e il Giappone, c’ è chi inventerà il futuro per tutti gli uomini che passano sui fogli del mondo come scarabocchi”. Per questo l’ obiettivo mette a fuoco molti personaggi diversi, disperati di ogni razza, ragazzi innamorati, uomini sperduti, tutti colti come in un’ istantanea. Ce la farà il nostro eroe ad acquisire la dignità della canzone nobile? Potrebbe essere la volta buona, anche perchè come lui stesso sottolinea, quello è il suo obiettivo “ed è tanto più importante poter riuscire, visto che la canzone nel mondo moderno ha preso il posto che una volta spettava alla poesia. Fare un disco è sempre di più una faticosa responsabilità; più si cresce, più l’ ostacolo da superare la volta dopo è più alto”. Un lavoro durato circa un anno, di cui vedremo col tempo gli eventuali frutti. Nel frattempo Baglioni prepara una gigantesca tournèe che partirà alla fine del mese.

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