Gli “amici americani” alla festa comunista


Fonte: “Repubblica

di Vittorio Mimmi

ROMA – Il Pci chiama in Italia “l’ amico americano”. Vera novità della Festa dell’ Unità, – dal 29 agosto al 15 settembre a Ferrara – è infatti la ricca schiera di invitati dagli Usa. Forse non tutti “amici” – nel senso politico del termine ci saranno esponenti conservatori – certo tutti disposti al confronto e al dialogo con il più grande partito comunista d’ occidente. Qualche esempio. Edwin Yoder, columnist del “Washington Post”, discuterà con Biagi e Barbiellini Amidei di informazione. Charles Hayes, deputato democratico al Congresso, presentatore di un disegno di legge per il pieno impiego negli States, parlerà di lavoro e occupazione con la sindacalista inglese Patricia Turner e con Bruno Trentin. Il professor Birnbaum, della Georgetown University di Washington, sarà messo a confronto con il professor Davidov, responsabile dell’ istituto di studi sovietici sugli Usa e con gli italiani Tamburrano, Boffa e Quercini (tema: “L’ Europa tra Usa e Urss”). Da Washington arriverà anche Madine Winter, che è la responsabile dei Lavori pubblici nella sua città. Di ospiti americani, in realtà, ne era già arrivato qualcuno l’ anno scorso a Roma. “Ma quest’ anno – spiega Vittorio Campione, che è l’ uomo su cui pesa il delicato e gigantesco meccanismo del festival comunista – la loro presenza è moltiplicata per tre o per quattro. E poi non sono i soli stranieri. Tutta la partecipazione internazionale è enormemente arricchita: verranno dai paesi dell’ Est, come da quelli dell’ Europa occidentale”. E verranno anche dall’ America Latina, per un convegno dedicato alla presenza di Gramsci nella cultura sudamericana. Ma la Festa precede di poco un evento straordinario nel Pci come il congresso anticipato, ed è evidente che i temi politici vi si rifletteranno. Primo fra tutti la strategia dei comunisti. D’ altronde lo slogan del festival è “Costruire una nuova fase della nostra politica”. Ecco dunque una serie di dibattiti intitolati “Democrazia è alternativa”, in cui un rappresentante del Pci si confronterà, di volta in volta, con un democristiano, un socialista, un repubblicano. Con loro ci saranno anche giornalisti come Eugenio Scalfari, Piero Ostellino e Claudio Rinaldi. Come sempre, partecipano tutte le forze politiche democratiche. A spulciare l’ elenco degli ospiti italiani si contano otto ministri (Capria, Goria, Martinazzoli, Pandolfi, Romita, Signorello, Spadolini e Visentini) cinque capigruppo parlamentari (Rognoni, Formica, Rodotà, Battaglia e Bozzi oltre ai comunisti Napolitano e Chiaromonte) ed i presidenti della Camera, Nilde Iotti, e del Senato, Amintore Fanfani, i segretari di Cgil, Cisl e Uil Lama, Marini e Benvenuto. Ci saranno anche gli uomini dell’ economia italiana: Carlo De Benedetti, per esempio, parlerà con Alfredo Reichlin delle prospettive dello sviluppo nel nostro paese. Se è ricco l’ elenco dei politici, il cartellone culturale e degli spettacoli non è da meno. La “cittadella” comunista ospiterà alcune mostre. Altre sono allestite invece a Ferrara con la collaborazione degli organizzatori. Fra queste quella su George Grosz (a Parco Massari), e un’ altra, intitolata “L’ atelier di Giorgio De Chirico” (al Palazzo dei Diamanti). Ad aprire la serie dei concerti il 29, è stata chiamata Katia Ricciarelli. Fra gli altri grandi nomi in programma: Lindsay Kemp Paolo Conte, Loredana Bertè, Claudio Baglioni, gli Style Council, Ron, Ornella Vanoni e Gino Paoli (insieme), il danzatore Patrick Dupont, Kid Creole and the Coconuts e l’ immancabile Lucio Dalla. Teatro di queste due settimane di politica e spettacoli, sarà l’ area del vecchio aeroporto di Ferrara dove, come sempre, sorgerà una piccola città, orgoglio degli organizzatori comunisti: 28 ettari di superficie occupata, 42 mila metri quadrati coperti, 36 padiglioni, un’ arena da 15 mila posti a sedere, 28 torri alte quanto palazzi da cinque piani, 20 ristoranti, 27 bar, 30 mostre e una piazza lunga 800 metri e larga 80. Per costruire tutto questo sono servite 150 mila ore lavorative. Altre 800 mila serviranno a farlo funzionare. Ci penserà, ogni sera, un piccolo esercito: 4 mila comunisti.

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