Ecco il più lungo concerto dei Pooh


Fonte: “Repubblica

ROMA – “Nella tournèe precedente, quella del ventennale, abbiamo fatto una quarantina di concerti: 28 li abbiamo registrati e da questi abbiamo tratto 42 canzoni”. Così Stefano D’ Orazio, batterista dei Pooh, presenta Goodbye, un cofanetto con tre album dal vivo, più un “picture disc” e un libretto fotografico, che in questi giorni esce nei negozi di tutta Italia. Un’ altra grande autocelebrazione, di quelle inappuntabili dal punto di vista tecnico: i tre dischi sono in vinile 100% in tre sfumature di grigio, per evitare la pirateria e garantire un suono più fedele possibile, le cassette sono le “Shape”, resistenti ad alte temperature e a scorrimento lubrificato, e poi è in uscita anche la versione Compact. “Ma questa più che un’ operazione discografica è la testimonianza di un momento importante” dice D’ Orazio “Quella in cui abbiamo deciso di ripercorrere la nostra storia con il pubblico. La gente aspettava un disco dal vivo, l’ ultimo era stato Palasport uscito nel 1983 che fino ad ora ha venduto 400 mila copie, che raddoppiano se si pensa che è un album doppio. Goodbye è un regalo a chi ci segue. Difficile è stata la scelta dei brani. Volevamo che ci fossero le migliori versioni live delle nostre canzoni, ma anche la voce del pubblico. Certe volte un pubblico caldo ha determinato una scelta, anche se magari la versione del brano non era delle migliori”. E per smentire chi pensa che un cofanetto triplo dal vivo è un’ operazione discografica suicida, D’ Orazio precisa che per la fine di aprile ne è prevista la vendita di più di centomila esemplari. Per Assolo di Baglioni fu la stessa cosa. Un pubblico fedele? “Io non credo che il nostro pubblico sia soltanto nostro; magari è lo stesso che va ai concerti della Lauper, a quelli di Paul Simon e di Baglioni. La gente ha bisogno di musica, di qualsiasi tipo, purchè sia musica. Forse è un discorso qualunquista, ma basta osservare l’ evoluzione tecnica degli ultimi anni, l’ elettronica, il digitale”. L’ avvento del Compact Disc, la sua prepotente avanzata che ridà ossigeno ad un mercato che sembrava morto? “I Pooh fanno Compact da quattro anni e stanno anche per uscire in CD tutti i nostri vecchi album. Credo sia importante, credo che il Compact non rivoluzioni soltanto la tecnica di incisione e di missaggio della musica: credo che rivoluzioni anche il modo di ascoltarla”. – (l.pu.).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: