Claudio Baglioni: niente più


Fonte: “Fastweb

In rotazione su tutte le radio “Niente più” (guarda il video) di Claudio Baglioni, inedito anticipatorio del doppio album colossal uscito il 27 novembre “Q.P.G.A.”, rivisitazione completa, e godibile dell’album del ’73, manifesto su Roma del cantautore popolare più amato dagli italiani.

Ballad coinvolgente dall’impatto emozionale carico a mille come ci ha abituato da sempre Baglioni, ma soprattutto il Baglioni post-Fazio del nuovo millennio, Niente più è il singolo che chiude il doppio cd Q.P.G.A., ovvero il slang “giovanile mocciano” “Questo Piccolo Grande Amore”.

Nel singolo coda dell’album il trait d’union tra il vecchio e il nuovo: a trent’anni di distanza dalla fine di una folgorante storia d’amore giovanile (quella raccontata a frammenti del disco originale), Andrea, il protagonista maschile di quella storia, traccia un primo bilancio della propria vita. Una riflessione/confessione su quanto quella storia lo abbia sempre accompagnato e su come limpidezza, intensità, passione e forza visionaria di quel primo sogno abbiano continuato a rappresentare la costellazione sulla quale la coscienza tracciava la rotta del viaggio nella vita.

Baglioni qui, tra operazione commerciale e filologica, rovescia i canoni classici a lui tanto cari, presentando in anteprima on-air la conclusione del terzo capitolo della pseudo-trilogia di “Questo Piccolo grande Amore”, il cui archetipo è rappresentato dal nucleo, il disco omonimo del 1973, (per certi versi sottovalutato al tempo dall’intellighentia musicale e tacciato di una certa melensità), presentato al tempo in versione frammentata e tagliata per esigenze discografiche, e le altre due parti sono il film anch’esso omonimo del 2009, e il libro immediatamente seguente.

Q.P.G.A. l’album, In versione Zeffirelliana, in parte colma appunto la lacuna del disco originale, nella misura in cui questa nuova versione cerca di riportare alla luce l’opera come avrebbe dovuto essere, amalgamando i piccoli frammenti storici come Piazza del Popolo e Cartolina Rosa a tappe intermedie che rendono il tutto più comprensibile mostrando zone di Roma al tempo “sconosciute”, come ad esempio Lungotevere, Centocelle, Fiumicino e altre “fermate”, come a voler ricreare un tour ideale della Roma anni ‘70, luogo reale e scenico della storia d’amore dipinta da Baglioni.

La cosa forse più interessante dell’album, oltre appunto alla ripresa di alcune tracce semi-sconosciute scartate dall’originale, anche il modo in cui i numerosissimi ospiti, settanta per la precisione (tra cui Mina, Venditti, Allevi, Bollani, Elio e le Storie Tese, i Pooh oltre a moltissimi altri nuovi come  Noemi o Alessandra Amoroso) per la maggior parte non infastidiscano, ma anzi aiutino a creare un’atmosfera armonica che tutto considerato impreziosisce la piece.

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