Un giro del mondo per cantare in un concerto antologico


Fonte: “Repubblica

di Pietro D’Ottavio

(Articolo del 24/12/2009) – «Quando, nel 1972, presentai “Questo Piccolo Grande Amore” alla Rca mi dissero che era una buona facciata b di un 45 giri… L’unico che apprezzò quel brano era stato Ennio Morricone. Mi spiegò che gli piacque perché non è una classica “formacanzone”, ma si sviluppa su quattro temi». E quasi 40 anni dopo Claudio Baglioni ha richiamato Morricone per chiedergli di suonare il piano nella nuova versione del pezzo, colonna portante anche della rilettura kolossal di “Q. P. G. A.”. «Temevo un no, perchè un grande compositoree direttore d’orchestra, mica un pianista. Ma si è prestato al gioco: è venuto in studio una mattina presto e si è messo al piano con grande scrupolo. Mi sono commosso». Il “Divo Claudio” è arrivato al traguardo dell'”opera rock” che prende spunto dall’album che gli regalò la consacrazione: romanzo, film, disco e tour a più riprese. Sabato 26 iniziano i cinque concerti consecutivi alla Sala Santa Cecilia dell’Auditorium, una scaletta-maratona di tre ore con tutte le canzoni del doppio album che tra l’altro ospita una settantina di ospiti di grande spicco. Come Andrea Bocelli nell'”Ouverture”, Pino Daniele alla chitarra in “Se guardi su”, Luis Bacalov in “Porta Portese”, Enrico Ruggeri in “Lungo il viaggio” (uno dei nuovi singoli portanti dell’intero lavoro). E poi Fossati, Fiorello, Giorgia, Elio e le storie tese, Marcorè, Cortellesi, Morandi, Cocciante, Simone Cristicchi, Franco Battiato… E Mina: «Era tanto che non la sentivo al telefono. Sentendo il suo entusiasmo per un intervento “toccata e fuga” mi sono convinto a chiedere piccoli camei anche ad altri colleghi che non avevo coinvolto in canzoni vere e proprie». E chissà se qualcuno di loro salirà sul palco dell’Auditorium tra il 26 e il 30… «Difficile, perché suoniamo i 160 minuti dell’opera con tutti gli incastri stabiliti e le immagini al servizio della musica, come un lungo videoclip, con voci fuoricampo… Chissà, magari al momento dei bis, che tra l’altro sono richiesti dal pubblico: nel foyer c’è un muro-bacheca dove si possono indicare le proprie preferenze». Il lungo viaggio di “Q. P. G. A.” sta quindi per finire. È il momento di un bilancio: «Il vero dato positivo è quello di essere riuscito ad arrivare al traguardo! È stata una avventura fuori dell’ordinario, per la sua costruzione e per la storia di questa architettura che abbiamo creato, in quattro “architravi” che si sono sviluppate e alimentate tra loro, dal film che in questi giorni andando nelle pay-tv, al romanzo che mi ha dato modo di avere meno problematiche con la parole, al contrario di quanto succede quando si devono mettere su un ritmo o una melodia». Libro che ha venduto 100 mila copie, un numero importante, ma che sicuramente sarà superato da quello del doppio album. E ora cosa farà il viaggiatore Baglioni? «Un lungo tour in tutti e cinque i Continenti. Un giro del mondo per cantare in un concerto antologico. E per buttare giù nuovi appunti per la prossima avventura… Quando mi fermo non scrivo neanche una cartolina, invece il viaggio mi muove anche dentro»

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