Venditti il più citato Verdone pesca i Rokes

Fonte: “Il Giornale

Le canzoni fanno ciak. «La prima cosa bella» (cantata dai Ricchi e Poveri e Nicola Di Bari)è l’ultimo esempio di un brano di successo che diventa titolo di un film. Un tempo c’erano i «musicarelli», dove i cantanti s’improvvisavano attori e i registi costruivano storie assurde intorno alle loro hit (Perdono della Caselli o Non son degno di te di Morandi e nel 98 ha fatto qualcosa del genere Max Pezzali con Jolly blu). Ora è un vezzo che va oltre – o spesso è in contrasto col titolo della canzone; per esempio in Mamma mia il brano è un pretesto, mentre Questo piccolo grande amore è una celebrazione di Claudio Baglioni. Il più saccheggiato è Venditti (che arrivò a lamentarsi) con Notte prima degli esami di Fausto Brizzi, Ricordati di me di Gabriele Muccino, Questa notte è ancora nostra di Paolo Genovese e Luca Miniero (che in realtà riprende una frase di Notte prima degli esami)). Ma l’elenco è lunghissimo; Daniele Luchetti e Antonello Grimaldi pescano nel repertorio di Rino Gaetano sceneggiando Mio fratello è figlio unico e Il cielo è sempre più blu, Verdone e Salvatores (fan del rock) hanno recuperato l’uno i Rokes di Che colpa abbiamo noi, l’altro il country rock di Crosby Stills Nash e Young in Marrakesh Express. Il giovane Stefano Salvati, per raccontare la generazione K ha preso Alba chiara (trasformata in Albakiara) da Vasco e Daniele Costantini Amore che vieni amore che vai citando De Andrè (all’inizio aveva scelto Bocca di rosa).

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Grave 16enne fan di Baglioni

Fonte: “Bari Mia

Grave la 16enne che si è buttata dalla finestra del liceo: su Facebook un gruppo su di lei

di Pina D’Errico

Sono gravi le condizioni della 16enne che stamattina ha tentato il suicidio lanciandosi da una finestra al terzo piano del liceo scientifico milanese ‘Einstein’, in zona Monforte. Anche lei, come tutti i suoi compagni, era una fedele utente di Facebook.

Il suo profilo sul social network conta 130 amici e una quarantina di gruppi dedicati a musicisti, attori e persino al cioccolato. Tra questi però c’è uno che la riguarda in particolare dal momento che vede lei come protagonista: si chiama “Compatiamola”, è stato fondato un anno fa, quando la ragazza, oggi ripetente, era in una classe diversa, ed è un modo per prenderla in giro scherzosamente. Tant’è che si chiude con “le vogliamo bene”.

Nel gruppo i suoi compagni si fanno burla della ragazza, ma solo per gioco, come solo gli adolescenti sanno fare tra di loro. Ironizzano sul suo cantare a voce alta in aula mentre ascolta le canzoni dal suo mp3, in particolare Baglioni e musica lirica, sul suo cominciare a ridere da sola per non finirla più.  E ancora parlano dei suoi “pupazzetti stupidi” tenuti sotto il banco e della sua capacità di fare un concerto di percussioni, “due matite e si scatena per voi”, in piena lezione di matematica.

A dimostrare l’innocenza del gruppo è proprio il fatto che tra i suoi membri c’è il nome stesso della protagonista che commenta anche la foto che la ritrae, scelta dai suoi compagni: “Sembro un’alcolizzata che fa finta di stare attenta, voglio una foto che mi renda giustizia”. Di facebook ha parlato anche il suo insegnante di educazione fisica che ha fatto notare come basti andare sul social network per capire quanti ragazzi provassero affetto per lei. Tutti tra compagni, docenti e familiari sbigottiti, si stanno interrogando sulle cause di un gesto così estremo.

Il tutto sarebbe accaduto intorno alle undici, e la voce, secondo le testimonianze rilasciate dagli studenti dell’istituto, sarebbe circolata subito per tutto l’edifico, anche se le lezioni non sono state sospese. Della ragazza si sono apprese poi più notizie: classe seconda E, nata a Milano, ma da genitori originari del Bangladesh, frequentava anche una parrocchia. Quando ha compiuto il terribile gesto, non era in classe, dove i suoi compagni seguivano la lezione d’inglese, da cui lei era esonerata, ma in biblioteca. Per aprire la finestra ha aspettato che la vedesse la bidella che era appena uscita dall’ascensore, per poi lasciarsi cadere nel vuoto, da un’altezza di 16 metri

Di lei qualcuno dice che avesse problemi d’inserimento, che fosse timida, che avesse problemi in famiglia, che stesse sempre da sola. “Non si trovava bene con i compagni della sua classe” secondo alcuni ragazzi, ma non sarebbe stata questa la causa. Gli insegnanti invece dicono che fosse anche brava a scuola e che avesse tanti amici. Una in particolare la definisce una ragazza come tante e aggiunge che a quell’età le problematiche sono molte.

Ora però a preoccupare è il rischio di emulazione, come ha spiegato un docente che tiene a precisare come l’ambiente di questa scuola sia molto sereno. I ragazzi però sarebbero rimasti molto colpiti dal suicidio di qualche giorno fa di Alberto, uno studente 15enne di un altro istituto milanese, il ‘Leonardo Da Vinci’, che si era gettato da una finestra del bagno della sua abitazione. Spesso accade, aggiunge l’insegnante, che i ragazzi si possano sentire estranei, ma i professori fanno quello che possono.  A questo fine verranno sospese le lezioni per discutere dell’accaduto con tutti gli studenti.

Intanto la ragazza è ricoverata all’ospedale Fatebenefratelli con un forte trauma toracico, ma è sottoposta a continue analisi per monitorare la presenza di possibili altri danni a organi interni.

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49 artisti convocati per Audizioni Live Musicultura

Fonte: “Il Sussidiario

(ANSA) – MACERATA, 11 GEN – Sono 49 gli artisti (singoli e gruppi) convocati da tutta Italia alle Audizioni Live del Festival Musicultura 2010. Si terranno dal 22/1 al Teatro della Filarmonica a Macerata. Piu’ di mille le canzoni esaminate Al termine verranno proclamati i 16 finalisti.I loro brani, verranno sottoposti al vaglio del comitato artistico, di cui fanno parte, tra gli altri, Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Carmen Consoli.I vincitori si esibiranno allo Sferisterio il 18, 19, 20 giugno.

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Solo Baglioni, Biondi e Jackson battono “Napoli jazz sound”

Fonte: “Julie News

Prima tiratura esaurita nei soli giorni delle feste natalizie, e ristampa d’urgenza per soddisfare i nuovi ordini per “Napoli jazz sound” il cd del Biseo Sanjust quartet che affronta i classici della canzone napoletana in chiave jazz, spesso quasi dixieland. Quasi settecento le copie vendute a Napoli nel solo megastore Fnac, sempre più frequentato da chi ancora compra e cerca musica, con particolare attenzione per tendenze e novità: trasmesso spesso e volentieri nelle sale di via Luca Giordano nella classifica dei cd più venduti delle feste si è piazzato al quarto posto assoluto, alle spalle di Claudio Baglioni, Mario Biondi e Michael Jackson. Dell’album partenopeo il primato del maggior numero di copie vendute in un sol giorno, 220.
Vincenti si rivelano da un lato, il fascino intramontabile di “’O sole mio”, “Voce e notte”, ma anche “Scapricciatiello” e “Accarerezzame”, dall’altra le voci soliste del clarinetto di Sanjust e del vibrafono di Biseo, capaci di rileggere storiche melodie trattandole come degli autentici standard, con la preziosa collaborazione della sezione ritmica formata da Carlo Battisti alla batteria e Mauro Battisti al contrabbasso.
Il successo, forse persino inatteso, del cd si inserisce, per la Gennarelli Bideri che l’ha voluto e sostenuto, nell’operazione di rilancio e rivalutazione del patrimonio canoro napoletano, confermato anche dal più scontato e meno clamoroso buon risultato di vendite di “Te piace ‘o presepio?” l’unica compilation di canzoni natalizie interamente napoletane.
“Napoli jazz sound” nasce dalla convinzione che la canzone napoletana rappresenti un patrimonio culturale, che va difeso e tramandato ai posteri, rilanciato, rispettato, ma che va anche usato come volano turistico per la città, per la Campania, per l’Italia tutta. Il turista che visita gli scavi di Pompei, il Museo di Capodimonte, la costiera sorrentina o le isole del golfo trova in questo cd le melodie più famose della canzone napoletana elegantemente arrangiate in chiave jazz e, portandole via con sé, si assicura una possibilità unica: rivivere una storia gloriosa, che continua rinnovandosi.

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Claudio Baglioni sostiene appello di Adolfo Perez Esquivel

Fonte: “Myspace Ufficiale

Nel sottoscrivere l’appello di Adolfo Perez Esquivel,….
esprimo l’auspicio che lo spirito di “O’Scià”….
illumini quanti hanno la responsabilità di guidare e governare Popoli e Paesi,….
perché l’integrazione tra fedi, culture, tradizioni, lingue e identità….
scongiuri lo scontro e promuova, invece, l’incontro tra civiltà,….
regalando all’umanità, l’umanità di cui ha sempre più bisogno
“….

Claudio Baglioni
…………….
SERPAJ-ITALIA (SERVICIO PAZ Y JUSTICIA)….
……..
..
..
Mi rivolgo alla comunità internazionale, alle organizzazioni sociali, di diritti umani, ai governi, alle chiese, affinchè reclamino con forza la liberazione della sorella di Shirin Ebadi e di tutti coloro che sono stati arrestati dal regime iraniano dopo le elezioni di giugno. Chiedo inoltre la cessazione di ogni forma di violenza e di tortura contro il popolo iraniano…..
La repressione e la ferocia contro questo popolo sono un’offesa verso la democrazia e rappresentano una gravissima violazione dei Diritti Umani…..
Chiedo a tutti di inviare lettere alla OEA, all’ONU, all’Ambasciata dell’Iran e al Presidente Mahmud Ahmadinejad per esigere l’immediata liberazione dei detenuti e il ripristino dello stato di diritto…..
.. ..
Esprimo il mio appoggio solidale alla collega Shirin Ebadi per ciò che sta soffrendo.
E’ necessario resistere nella Speranza….

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Buenos Aires, 30 dicembre 2009
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Adolfo Perez Esquivel,
Premio Nobel della Pace

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Rappresentante del SERPAJ in Italia
Grazia Tuzi….

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Baglioni, Ranieri, Bollani

Fonte: “Repubblica

Tutti i concerti dal 8 all’14 gennaio
In giro per l’Italia anche Ron, Neffa, Niccolò Fabi, Tazenda
Sul palco i Motel Connection, i Quintorigo, 99 Posse, Meg

di Raffaella Mercolella

ROMA – Domenica 10 Gino Castaldo e Ernesto Assante dedicano la loro ‘Lezione di Rock’ ai Jethro Tull L’appuntamento è nella sala studio, dell’Auditorium, alle ore 11.

Claudio Baglioni in teatro con Q.P.G.A. ConcertOpera: venerdì 8 e sabato 9 gennaio al Teatro Carlo Felice di Genova, passo Eugenio Montale n.4 (infoline 010/5381, biglietteria 010/589329-591697), informazioni e prevendite TicketOne.

Ron in scena con l’orchestra Filarmonica Russa si esibirà a favore dell’associazione Unitalsi: sabato 9 gennaio al PalaTedeschi (ex Pala Sannio) di Benevento, in via Santa Colomba n.54 (infoline 0824/317800).

Massimo Ranieri in Canto perché non so nuotare… da 40 anni: sabato 9 gennaio al Teatro Mancinelli di Orvieto, in corso Cavour n.122 (infoline 0763/340422); da martedì 12 a giovedì 14 gennaio al Teatro Golden di Palermo, in via Terrasanta n.60 (infoline 091/6264702). (In tour a gennaio: venerdì 15 al Palasport di Ragusa; sabato 16 e domenica 17 al Teatro Metropolitan di Catania; lunedì 18 al Teatro Vittorio Emanuele di Messina; martedì 19 al Teatro Comunale di Sant’Agata di Militello, Messina; mercoledì 20 al Gran Teatro delle Fontane di Catanzaro Lido; venerdì 22 al Teatro Armida di Sorrento).

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Claudio racconta Silvio che canta

Fonte: “Il Riformista

di Luca Mastrantonio

Lui è Claudio Baglioni, l’aedo italiano dell’amore sentimentale, ma per i suoi fan è semplicemente Claudio. Come se fosse un vecchio compagno di scuola, un eterno ragazzo. Come Silvio Berlusconi, che per i suoi fedelissimi è, semplicemente, Silvio. Nomi propri di persona, per antonomasia. In comune, hanno anche la passione per la musica: Silvio per diletto, forse per noia, Claudio per professione. Godono di reciproca stima, anche se la vera fan di Claudio è Marina, la figlia di Silvio. Claudio ha perso fiducia nella politica («non ho ancora capito qual è il vero giornale del Pd, che confusione»), ma riconosce prontezza e presenza di spirito in Silvio. «Quando ho chiesto aiuto ai politici, a tutti, per la fondazione O’Scia – racconta al Riformista, in merito ai concerti di Lampedusa, isola di sbarchi clandestini – Berlusconi mi ha chiamato per primo, dopo mezz’ora: mi disse “lei non lo sa ma facciamo lo stesso mestiere”. Io gli ho detto che non sapevo di fare il presidente del Consiglio e lui ha risposto che si riferiva alla musica, che siamo due cantanti». E come canta? «Bene, è intonato, stile chansonnier francese, anche per il vezzo di anticipare. Verrebbe da dire, tecnicamente, che ruba il tempo, ma forse suona male». L’ha sentito dal vivo? «Sì, a casa sua, dove mi ha invitato per parlare di O’Scià. Ha cantato Que reste-t-il de nos amours, poi Dans mon île e Pigalle. Alla fine, ci siamo salutati dandoci del tu. Lui mi ha detto: “Comunque, io mi chiamo Silvio”. E io gli ho risposto: “Ed io Claudio”».

Incontriamo Claudio, Baglioni, all’Auditorium di Roma, lunedì scorso, seconda data della tappa romana dello spettacolo Q.P.G.A., rivisitazione originale del suo celebre concept album del ’72: Questo piccolo grande amore. Lo spettacolo è un disco, doppio, (Sony-Bmg), arricchito da un video e approfondito attraverso un libro (da Baglioni derivano i Moccia e le cine-notti prima degli esami).

In quest’opera ci sono tutti i big italiani. Sembra Pavarotti & friends.
Sono rimasto sorpreso dalle adesioni, perché fare una piccola parte nel disco di un altro è sintomo di grande umiltà. Incuriosisce l’assenza di De Gregori, suo amico e complice. In effetti abbiamo anche condiviso la contestazione ai concerti. Ho ospitato Francesco dopo il Palalido, dove lo processarono sul palco e gli dissero di suicidarsi. Pensava che il suo pubblico fosse intonato alle sue canzoni, aveva 25 anni, entrò in un tunnel di depressione. A me è successo più tardi, una cosa più leggera: 300 persone mi contestarono a un concerto per Amnesty. Francesco, e per questo non c’è nel disco, è diventato sempre più riservato. Non l’ho neanche chiamato, non volevo metterlo in condizione di dire di no. Lui è così, aristocratico, dice che viene solo se siamo io e lui da soli. Tra l’altro, ci siamo conosciuti attraverso una lite. Lui sul Mucchio selvaggio disse che io facevo canzoni che parlavano di un mare tranquillo e tranquillizzante, allora io risposi su Tv, sorrisi e canzoni che lui scriveva Buonanotte fiorellino. Poi ci siamo incontrati, rossi in faccia, di vergogna, perché non siamo due aggressivi, nella sua casa di Trastevere, e siamo diventati amici.

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