Botti di capodanno, bilancio meno grave

Fonte: “Corriere della Sera

Alcuni hanno dovuto subire amputazioni a mani e dita
Circa 500 feriti, ma nessuna vittima
Aumenta il numero complessivo, ma solo 17 hanno prognosi superiore ai 40 giorni contro i 28 di un anno fa

MILANO – Bilancio meno pesante del solito per i botti di capodanno, che lo scorso 1° gennaio avevano fatto un morto e 382 feriti e all’inizio del 2008 una vittima e 473 feriti. Quest’anno i feriti sono 509, di cui 492 con prognosi inferiore ai 40 giorni ma solo 17 con prognosi superiore ai 40 giorni mentre lo scorso anno furono 28. È il bilancio reso noto dal dipartimento della pubblica sicurezza. Quest’anno non si lamentano vittime: cresce il numero complessivo dei feriti, ma diminuisce sensibilmente quello degli incidenti più gravi. In netto calo anche i feriti da arma da fuoco (otto), tutti con prognosi inferiore a 40 giorni, rispetto ai venti registrati lo scorso capodanno.

CAMPANIA – Il bollettino più grave è nel Napoletano dove 73 persone, tra le quali dieci minorenni, sono rimaste ferite per l’esplosione di fuochi d’artificio: 28 in città e 41 in provincia. La maggior parte dei feriti ha riportato escoriazioni. La prognosi più grave è per un anziano: 30 giorni per una ferita alla mano. Notte di lavoro anche per i vigili del fuoco che hanno eseguito numerosi interventi per spegnere auto e cassonetti dati alle fiamme dai petardi. Sono invece quindici le persone rimaste ferite nella provincia di Salerno. Il più grave è un cinquantenne di San Cipriano Picentino al quale è stata amputata la terza falange dell’indice della mano destra. Nel Casertano sono rimaste ferite 14 persone, tre nell’Avellinese.

PUGLIA – Un ragazzo di 17 anni di San Cesario, in provincia di Lecce, ha perso la mano sinistra nell’esplosione di un gioco pirico proibito, «Mefisto». La deflagrazione gli ha provocato anche ustioni al volto. Nel Leccese ci sono stati altri sette casi di lesioni lievi e un 61enne è morto per un infarto mentre stava ballando a Carmiano. A Taranto un petardo lanciato dalla strada e finito in un’abitazione ha provocato un incendio: un anziano che stava dormendo è riuscito a mettersi in salvo prima di rimanere soffocato. Sono rimaste intossicate una quindicina di persone. Inoltre un 40enne ha riportato la parziale amputazione di un dito. Sono nove i feriti in provincia di Foggia.

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Tutti in piazza per Capodanno 2010

Fonte: “Adnkronos/Ign

Da Aosta a Cosenza, da Venezia a Roma

Roma, 30 dic. (Adnkronos/Ign) – Venditti a Roma, Baglioni a Cagliari e Arbore a Napoli. Sono solo alcuni degli artisti che si alterneranno sui palchi delle principali città italiane per intrattenere tutti coloro che decideranno di trascorrere la notte di San Silvestro in piazza.

AOSTA – Concerto e brindisi di inizio anno in piazza Chanoux. Appuntamento dalle 22.30 per il Treina Dance: una grande festa al suono degli evergreen anni ’60, ’70 e ’80, fino alla musica dei giorni nostri, con band valdostane (Tzin Aill, Carisma, Nuova Officina, Galattica). Conduce Giovanni Cacioppo.

VENEZIA – Anche quest’anno viene riproposto il format ‘Love 2010’ anche se all’insegna, ha spiegato il sindaco Massimo Cacciari, di una ”gioiosa sobrietà” dettata dall’attuale situazione economica. In Piazza San Marco, a partire dalle 22, Dj Maci e il Principe Maurice intratterranno il pubblico da una torre. Dopo il countdown di benvenuto al 2010, lo spettacolo pirotecnico in Bacino San Marco.

In Piazza Ferretto a Mestre invece ci saranno Dj Gianfranco Picello, il cabaret dei Cafè Sconcerto e il concerto degli Ska J. Novità di quest’anno i particolari effetti di luce che illumineranno l’arrivo del nuovo anno. Non mancherà infine, la mattina del primo gennaio, il tradizionale bagno degli ibernisti al Lido.

VERONA – Per la notte di San Silvestro il Comune organizza lo spettacolo di San Silvestro in piazza Bra. Alle 21.30 musica d’intrattenimento con il gruppo emergente Fuori Registro; alle 22 l’evento, condotto da Federica Andreoli, proseguirà con lo spettacolo del corpo di ballo The Gamblers seguito dalle esibizioni del chitarrista Luca Olivieri insieme alla TC Band e del comico Roberto Valentino. Ospiti d’onore della serata i Ricchi e Poveri. Alle 23.55 inizierà il conto alla rovescia fino alla mezzanotte, seguito da uno spettacolo pirotecnico, dagli auguri del sindaco Flavio Tosi e dall’esibizione dei cantanti veronesi Susanna Gecchele e Filippo Perbellini. Chiuderanno la serata la TC Band e le ballerine dei The Gamblers.

MILANO – Nel capoluogo lombardo, segnala il Comune di Milano, si potrà salutare il nuovo anno immersi nell’arte, gratuitamente, negli spazi espositivi della Triennale Bovisa, eccezionalmente aperta fino all’1.00 del 1° gennaio 2010. Presso la Sala Conferenze e il Bistrot si potrà inoltre ballare con la musica selezionata dai dj di Radio Deejay. Nella Chiesa di San Marco si terrà il Concerto – Georg Friedrich Haendel.

TORINO – Musica, spettacoli e fuochi d’artificio a piazza Vittorio, dove Città di Torino e regione Piemonte, hanno programmato un palinstesto che prenderà il via alle 21.30 e proseguirà fino alle 2.30. A salire per prima sul grande palco allestito nella piazza sarà la Banda di Piazza Caricamento. Si passerà poi alle sonorità italo-etiopi di Saba e, dopo una piccola pausa, sarà il momento di Juliette Lewis and The New Romantiques. Allo scoccare della mezzanotte, sul palco, a brindare con i torinesi ci saranno anche il sindaco Sergio Chiamparino e la presidente della Regione Mercedes Bresso. Quindi 20 minuti di fuochi d’artificio e l’accensione del logo di Torino Capitale Europea dei giovani 2010. Balli e musica proseguiranno poi con Dj set Piemonte Groove, Dj 2562 e Groove Armada.

MODENA – Appuntamento in piazza Grande il 31 dicembre a partire dalle 22 (ingresso libero) per il concerto ‘Baci e abbracci a mezzanotte’. Sul palcoscenico cantanti, cori gospel e gruppi blues.

RIMINI – Per il settimo anno consecutivo Rimini è stata scelta come la piazza italiana che ospiterà la grande festa di Capodanno trasmessa in diretta su Raiuno per la notte di San Silvestro. ‘L’anno che verrà’ sarà condotta da Fabrizio Frizzi. Ci saranno, tra gli altri, Massimo Ranieri, Max Pezzali e Malika Ayane.

FIRENZE – Quattro concerti in altrettante piazze della città e ‘gemellaggio’ con Bologna. E’ il capodanno proposto dall’Amministrazione comunale di Firenze. L’evento più grande è previsto davanti alla stazione di Santa Maria Novella. Qui si svolgerà un concerto dalle 9 all’1.30 di notte presentato da Martina Stella e Federico Russo, con artisti ‘a metà’ con Bologna. Comincia Lucio Dalla, mentre a Bologna ci saranno i Negrita. Si prosegue, nel capoluogo toscano, con Irene Grandi e in quello emiliano con gli Stadio. Gran finale, a mezzanotte, con i Negrita che arriveranno a Firenze e contemporaneamente con Dalla che festeggerà a Bologna. Per chi vorrà alternarsi nella due città, ci sono appositi coupon (400) per un treno speciale: saranno in distribuzione, fino ad esaurimento, nell’apposito info point allestito in piazza della Repubblica anche oggi dalle 12 alle 20. La partenza per Bologna sarà alle 22, il ritorno dal capoluogo emiliano alle 2.30.

In piazza della Signoria si svolgerà il tradizionale concerto di musica classica dalle 23.15. In piazza Santissima Annunziata, Riccardo Marasco presenterà un repertorio di canzoni fiorentine (dalle 22.30); in piazza del Duomo spazio invece alla Banda Improvvisa: sonorità funky, ma anche jazz e world music. Per chi preferisce un San Silvestro più tranquillo, con le famiglie, ci sarà l’apertura straordinaria della nuova Biblioteca dell’Isolotto, con libri, musica e brindisi per tutti. Tutti gli eventi sono gratuiti. Le informazioni sul sito www.capodanno2010firenze.it

ROMA – La capitale saluterà il nuovo anno con il concerto del cantautore romano Antonello Venditti in via dei Fori Imperiali. Lo spettacolo prenderà il via il 31 dicembre alle 22, a condurre la serata Cristina Chiabotto. Il primo a salire sul palco sarà il duo romano degli Zero Assoluto. Alle 23.30 il concerto di Venditti, cantante simbolo della città di Roma, che proporrà brani dal suo ultimo album ‘Dalla pelle al cuore’ e una carrellata dei suoi maggiori successi.

Sarà possibile salutare il nuovo anno anche a Villa Celimontana con il concerto di Sarah Jane Morris. Il X municipio festeggerà con i concerti di Brusco e dei 99 posse che si esibiranno sul palco di Cinecittà Campus in via Lamaro.

CAGLIARI – Grande festa in via Roma con Claudio Baglioni dalle 22.45. A mezzanotte i fuochi d’artificio per proseguire con la musica del cantautore romano fino alle 0.45 quando sul palco salirà l’Orchestra di Piazza Vittorio.

NAPOLI – Appuntamento alle 23.00 in Piazza del Plebiscito con Renzo Arbore e la sua Orchestra Italiana. Dopo il concerto, alle 2.00, i fuochi al Castel dell’Ovo e, a mezzogiorno, di nuovo in Piazza del Plebiscito per il Concerto di Capodanno della nuova Orchestra Scarlatti.

SALERNO – Tiziano Ferro sarà il protagonista del Capodanno in piazza organizzato dal comune di Salerno. L’appuntamento è alle ore 21.30 di giovedì 31 dicembre in piazza della Libertà. Allo scoccare della mezzanotte messaggio e brindisi augurale del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca con spettacolo di fuochi pirotecnici a mare. Alle 0.30 la festa continua con l’esibizione della band Motel Connection.

AVELLINO – Sarà Alessandra Amoroso, vincitrice lo scorso anno di Amici, ad aprire il concerto di Capodanno ad Avellino. L’evento promosso dal comune vedrà inoltre la partecipazione del cantautore Gigi D’Alessio e di Valeria Marini, madrina della serata. La manifestazione inizierà alle 22.30.

COSENZA – Sarà la musica della Pfm (Premiata Forneria Marconi) ad accompagnare la città di Cosenza nel passaggio dal 2009 all’anno nuovo. Nella notte di San Silvestro la band si esibirà sul palco allestito come di consueto nella centralissima piazza dei Bruzi (sede del Municipio). I Sabatum Quartet e il dj Pj Master apriranno e chiuderanno il Concerto di Capodanno.

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«Io e Claudio». Maratona e rituali per Baglioni all’Auditorium di Roma

Fonte: “Il Messaggero

Da tutta Italia per vedere più volte lo stesso concerto: «Perché Roma è la sua città». Su un muro la storia dei fan

di Laura Baboglio

Claudio Baglioni (foto Lapresse)

Claudio Baglioni (foto Lapresse)

ROMA (30 dicembre) – “Sono cresciuta con te, ma tu sei cresciuto con tutti noi”. Antonella. “Grazie a te siamo esisti per davvero”. Eleonora e Davide. “Due date a Firenze e oggi sono di nuovo qui”. Stefania. Scritte sul muro senza tempo dei rimbaglioniti.

Se gli chiede perché amano così tanto Claudio Baglioni, sgranano gli occhi, sorridono e raccontano. Dell’amore della loro vita nato sulle note di Questo piccolo grande amore. Della nascita del loro primo figlio che coincide con il pentagramma di Avrai. O di quella volta che la vita gli aveva voltato le spalle, ma grazie a Cla’ e ai suoi percorsi nell’anima tratteggiati con Uomini persi o Le ragazze dell’Est hanno ritrovato la forza di andare avanti.

Misteri e rituali. Perché da più di 30 anni il cantautore un po’ mago un po’ poeta riesca a incantare generazioni di sognatori per alcuni resta un mistero. I “blasfemi” rispondo: perché «Baglioni è Baglioni». I veri fan sospirano, parlano del loro Cla’ come di un amico, un compagno di vita e a volte anche di un papà un po’ severo, capace di sgridare i più affezionati per il pressing sulla vita privata o per quella volta, all’Olimpico nel ’98 durante il tour Da me a Te, quando un’invasione di campo dei fan durante le prove ha provocato una lettera aperta del cantante che scrisse: mi fidavo di voi, mi avete deluso. Loro, i rimbaglioniti, capiscono. E si arrabbiano quando qualcuno scatta foto e fa video durante i concerti. «Claudio non vuole» dicono. Lo hanno ripetuto tante volte durante le date (dal 26 al 30 dicembre ) del concertOpera di Qpga (Questo Piccolo Grande Amore) all’Auditorium Parco della musica di Roma dove all’entrata, sul muro-murale AAA Ancora Altri Amori Offresi, ci sono centinaia di messaggi dei fan. “Una firma accanto alla canzone che vuoi venga eseguita” si legge nel mega-cartellone. Ma lo spazio è diventato una lunga lettera per raccontare il rapporto speciale con il cantautore.

Verona, Caserta, Roma, Roma. Firenze, Firenze, Roma, Roma, Roma. E ancora: Roma, Roma, Roma, Roma, Roma. I fan scrivono le città che hanno raggiunto per assistere a Qpga. Vedono e rivedono lo stesso concerto. Per molti un incomprensibile rituale. E l’appuntamento di Roma (cinque le date) è stato quello più bissato. «Perché Roma è la città di Cla’, si respira un clima particolare, Baglioni è a casa sua e di solito è più rilassato e divertente» spiega chi ha visto il concerto più di una volta. Le serate a Roma sono state tutte vissute nelle prime file della Sala Santa Cecilia dai rimbaglioniti più affezionati. «Ma non canta sempre le stesse cose?» chiede il pubblico “normale”. «La scaletta è la stessa – spiegano i fan – ma le emozioni sono diverse, un concerto di Claudio va capito, ogni piccolo particolare ha un significato, soprattutto Qpga è un vero e proprio racconto». Solo così raccontano, «capisci il vero senso delle canzoni». E iniziano a recitare le parole dei testi contenuti nel doppio cd uscito a novembre: «”Hai mai visto un tramonto brutto, una stella abusiva o un’alba venuta male?” Non è poesia questa?». Una poesia, a quanto pare, che deve essere interiorizzata vedendo più volte lo stesso concerto. «Ho visto due concerti a Firenze, ma la data di Roma, la sua città non potevo perdermela» racconta Marina Di Sisto, 35 anni. E ogni piccola dichiarazione fuori programma del cantante viene rigorosamente annotata: “E’ bello tornare a Roma, anche perché mi fa un effetto strano dormire due notti di seguito nel letto di casa mia” ha detto Baglioni durante la seconda serata.

Baglioni come Morpheus. C’è chi trascina la figlia che sul muro dei messaggi e scrive: “Ti prego Claudio sposa mia madre!”. «Perché mamma è una grande fan» racconta la ragazza. Chi invece usa un pennarello blu per tracciare il più comune dei desideri: “Non ti sposare Claudio, sposa me!”. Ma subito c’è subito qualcuno che alla frase aggiunge: “Fatevi i fatti vostri!”. Ci sono tante mamme in platea, ma anche ragazze, perché a quanto pare la passione per il menestrello di 51 Montesacro ha conquistato il passaporto del Tempo. Mara Fassi, 19 anni, è venuta da Milano per vedere le date romane. Proviamo ad abbattere il muro: «Ma non sono meglio gli Zero assoluto? I Sonohra?». «Quello che ti dà Claudio con la sua musica è qualcosa di particolare, di profondo – spiega Mara – è difficile da capire, ma una volta che entri nel “tunnel” non ne esci più”». Insomma, Baglioni come il Morpheus del film Matrix, colui che svela un’altra realtà, «che ti traghetta in un altro mondo, quello vero, e una volta che lo hai visto – spiega Mario Facci, 32 anni, romano – non vuoi più tornare indietro». Ci sono gli appassionati, ma anche i “costretti” alla maratona. “Sono qui per il mio amore, comunque grazie, le tue canzoni lo rendono felice”, scrive Martina. Tanti i mariti accompagnatori: «Mia moglie è al terzo concerto, non potevo crederci» racconta Stefano Giuri, 46 anni.

Il grande mago. Lo chiamano così i più affezionati. Tra loro Anna Bianchi, 29 anni. Nessun trucco però nel suo rapporto con Baglioni. La magia l’ha fatta quel giorno di novembre quando aveva deciso di guidare per non pensare. «Era morto da poco mio padre – racconta – ho acceso la radio e c’era quella canzone… Patapan, Claudio l’ha scritta poco dopo la morte del suo papà». “Ciao pa’ così hai saltato giù e ora sei in volo”.. la frase che ha colpito Anna e l’ha fatta sentire meno sola «come in una magia».

Voglia di riscatto. “Lui amici sciatti e sgrammaticati, casa a Centocelle e divano avvolto nel cellophane e la mamma che va a cicoria”. “Lei shopping, amiche griffate, un po’ spocchiose e un papà pieno di boria”. Così Baglioni racconta in Qpga l’amore e il contrasto sociale tra un ragazzo di periferia e una ragazza della Roma bene. Riflessi sullo specchio della vita del cantautore che ha più volte parlato della sua infanzia a Centocelle e di come, affermarsi nel mondo della musica, fosse stato un modo per riscattarsi. «Ed è questo mi piace di Cla’ – racconta Giorgio Fabrizi, 37 anni, che ha fatto “cinquina” e si vedrà tutte e cinque le date romane – anche io sono nato in periferia, per quelli come noi è più difficile “riuscire” e le sue canzoni mi hanno dato forza grazie alla cronaca delle stradine dimenticate di Roma, di quell’amico che “scalcia un sasso e soffre un po’ di tenerezza”, di quel treno per dove “non c’è più attesa ma un lavoro da sputare nelle mani, dove tutti sono persone e ognuno ha un sogno ed un pensiero suo soltanto”». «Per me – conclude Giorgio – Baglioni è un po’ come un Robin Hood, solo che ai ricchi non ruba soldi, ma un po’ di sogni da donare anche a noi…».

“Grazie a te siamo esisti per davvero”. Tra i fans più affezionati immancabili le coppie che hanno costruito la loro storia d’amore sulle note di Baglioni. Citano la frase di Buon viaggio della vita “grazie a te siamo esisti per davvero”, o quelle del passato da Qpga fino a Mille giorni di te e di me. La canzone «perfetta» secondo alcuni. Per altri, il testo che ha permesso di continuare ad amare. «C’eravamo lasciati – racconta Marina Liguori, 42 anni, romana – poi Marco mi ha fatto una serenata cantando Mille giorni di te e di me, adesso siamo sposati e abbiamo due bambini». «E’ il nostro cupido – raccontano Paola e Mario, coppia venuta da Padova – con le sue frecce ci ha fatto innamorare, ormai è come se facesse parte della famiglia».

Morphues, Mago, Robin Hood e Cupido. Il popolo baglioniano lo definisce così per giustificare la maratona romana all’Auditorium. Gli spettatori occasionali (tra cui anche l’allenatore della Roma Ranieri) vanno ai suoi concerti «perché Baglioni è Baglioni». E’ sufficiente per capire perché ci siano tante persone così affezionate? Forse no. Forse non resta che respirare l’entusiasmo che esplode a fine concerto con la corsa sotto il palco e non chiedersi il perché di certe strane alchimie.

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Claudio Baglioni a Firenze il 27/01/2010

Fonte: “Osservatorionline.it

Osservatorio Permanente Giovani-Editori

21/12/2009
Il programma della quarta edizione del Convegno “Giovani Lettori, Nuovi Cittadini”
Ecco il programma della quarta edizione del Convegno “Giovani Lettori, Nuovi Cittadini”, una riflessione promossa dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori e dall’Acri – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa.
L’iniziativa si terrà il prossimo 27 Gennaio 2010, a Firenze.

SESSIONE MATTUTINA

9.30
Franco Frattini
Ministro Affari Esteri
Michele Gremigni
Presidente Ente Cassa di Risparmio di Firenze

9.45 Introduzione
Andrea Ceccherini
Presidente Osservatorio Permanente Giovani-Editori

10.00 Presentazione della ricerca
“Cosa pensano i giovani italiani dell’immigrazione”
Remo Lucchi
Amministratore Delegato GFK Eurisko
L’editoria italiana e i problemi dell’integrazione
Maurizio Costa
Amministratore Delegato Mondadori
Piergaetano Marchetti
Presidente Rcs MediaGroup

11.00 Le Fondazioni e l’inclusione sociale
Carlo Borgomeo
Presidente Fondazione per il Sud
Fabio Corsico
Consigliere Fondazione Cassa di Risparmio di Torino
Mariella Enoc
Vice Presidente Fondazione Cariplo
Antonio Finotti
Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
Gabriello Mancini
Presidente Fondazione Monte dei Paschi di Siena
Giovanni Vietri
Presidente Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana

12.15 Testimonianza
Claudio Baglioni
Fondatore, Promotore Fondazione O’Scià

12.40 L’Europa e gli extracomunitari
Franco Frattini
Ministro Affari Esteri

13.15 Colazione di lavoro

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Claudio Baglioni un poeta per la vita – Tre date a Firenze

Fonte: “La Nazione – Firenze

Tre concerti nella nostra città per concludere un grande progetto

di Titti Giuliani Foti

Firenze, 17 dicembre 2009«E’ tristemente vero che nell’eterna lotta sia più facile odiare che amare. Che sia più semplice far male che bene, che è la prima scelta che viene di fare. Ma cosa aspettarsi da un un’epoca di globalità?». Claudio Baglioni nostro poeta contemporaneo, racconta male e bene, come Baudelaire: sa che ha i suoi fiori, le sue bellezze. E che il male risulta più attraente e accattivante.

La sua opera complessa — al teatro Verdi di Firenze dal 20 al 23 prossimi, info: 055 212320 — in verità è uno studiato acronimo: QPGA, Questo piccolo grande amore. Cioè un progetto in quattro fasi, il Q è il quaderno, cioè il libro che Baglioni ha scritto; P sta per pellicola, il suo film dell’anno scorso; G vuol dire gran concerto estivo e la A sta per album, uscito il 27 novembre.

Claudio, quarta fase di un ’opera che evoca il viaggio della concezione di vita dei grandi poeti…
«Dobbiamo fare i conti con l’angoscia di vivere, alla quale si contrappone da una parte l’ideale divino, costituito da corrispondenze naturali, come amore e bellezza. Un ideale al quale si può arrivare solo tramite la bellezza interiore. L’album è concepito come un’opera a sè: non un disco di duetti, in questo tour che presenta l’album: qui canto anche le cose degli altri. Che vengono fuori con contributi filmati audio e video».

Baglioni sa che rappresenta la contrapposizione tra mito romantico e antiborghese?
«Bella responsabilità, diciamo bella e piacevole. Sicuramente cercata, fa parte del mio mestiere da molti anni. E’ difficile da spiegare ma nel momento in cui si pensa a quello che saranno le rappresentazioni dal vivo, non mettiamo in conto che saremo da soli sul palco. Fino al momento in cui non verrà condivisa questa sensazione piacevole. Ma mai sentirsi sicuri mentre si propone come me un progetto come questo, assolutamente assurdo sul piano della partenza. Riproporre un’opera tutta nuova dopo quarant’anni. Ci vuole coraggio».

Che lei sappia precedenti ce ne sono?
«Forse no. Questo mio percorso è durato un anno e mezzo. Lo sento quanto il pubblico partecipi al mio lavoro, ed è una sensazione davvero bella. Quando poi nel concerto, come è accaduto quest’estate c’è la possibilità di mescolare e fare ascoltare brani in anteprima, e poi metterli sul disco, quello che vedi e che senti sono emozioni. Emozioni vive».

Il suo mondo d’amore Baglioni, va a sbattere con una quotidianità fatta di arroganza di gente irrascibile, per niente educativa: lo sente?
«Certo e mi dispiace, fa parte della fabbrica dell’odio che c’è e stimola la competizione in modo malato, dove l’importante è arrivare. E’ un dato di fatto. Ma quando ci si trova a praticare incontri ravvicinati, lew vedi, le senti: ci sono realtà più positive, idee più sane. Tra persone l’importante è che prevalga questa: che la vita non sia solo una battaglia quotidiana. Anche se è vero che sono passati altri valori, della prepotenza e dell’ingiuria».

A questo punto?
«Le cose da fare sono un paio: o uno se ne va, o cerca di mettere alleati ogni giorno in questa gara sacrosanta. Perchè non deve vincere la prepotenza, ma il dialogo. Sono contro anche a quei personaggi che in tv vanno per fare gli antipatici. Ma sono antipatici finti, studiati a tavolino. Credo che la tivvù sia da premiare perchè dal dopo guerra ha alzato la media culturale delle persone e l’Italia è stata più alfabetizzata. Ma in epoche come queste si può anche abbassare la media, c’è la tendenza a non fare parti migliori ma mediocri. Ci vorrebbe impegno a educare le persone».

Il suo pubblico va dai bambini ai nonni, che effetto fa?
«Vedo che c’è stata una sorta di pace tra generazioni e contenuti, che riescono a viaggiare tra piccoli e grandi. E’ una bella sorpresa anche perchè la nostra generazione doveva essere addiruttura contro quella dei nostri padri. Io, ai concerti, nei posti dove immaginavo di vedere solo ragazzi, noto anche chi ha sul groppone qualche anno di più e si diverte ugualmente. Mica male».

La sua gara contro il tempo?
«Persa in partenza. Ma ho la fortuna di essere artista e come categoria lasciamo dei segni. Nessuno è mai riuscito a vincerlo. Agli occhi degli altri l’artista sembra eterno, forever young, dice il mito americano. Ammetto che pochi altri mestieri danno questa possibilità. E quel che conta è l’amore che si sente, una benzina che serve a far viaggiare e stare insieme: sapendo bene che se non ci fossero gli altri tutto sarebbe inutile. Un concerto è un atto sentimentale consumato dal vivo. E certe emozioni, credi, si fabbricano senza rituali e alchimie».

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Esperimento Baglioni una “ConcertOpera”

Fonte: “La Stampa

LA NUOVA TOURNÉE
Cinquantadue brani molti poco conosciuti ma con grandi duetti

di Luca Dondoni

MILANO – Sabato al teatro degli Arcimboldi di Milano si è consumata la prima data del nuovo tour di Claudio Baglioni. Padova, Napoli, Firenze, Roma, Bologna sono le prossime città che potranno godere di questo spettacolo unico, specialmente per chi ha già assistito ai precedenti show del cantautore romano.

Questa volta infatti Baglioni presenta un’opera inedita e, insieme, un esperimento live come non si è mai visto prima d’ora. Usando le parole dell’autore, questo viaggio musicale è una «ConcertOpera»: in 160 minuti, con le esecuzioni fuori campo di 70 grandi del «made in Italy», si ascoltano le 52 canzoni che fanno parte della tetralogia Questo Piccolo Grande Amore (libro, film e doppio giro di concerti). L’impianto scenico è piuttosto scarno, proprio per lasciar spazio alle canzoni e alle emozioni. Così, dietro le spalle di Baglioni c’è un grande schermo sul quale scorrono le immagini, ora in movimento, ora in freeze-frame, dei momenti salienti del film. Seduti dietro agli schremi tv ad alta risoluzione da 52 pollici, Paolo Gianolio, John Giblin, Roberto Pagani, Stefano Pisetta e Pio Spiriti accompagnano l’artista in un lungo, forse in qualche caso troppo lungo, viaggio fra amore e ricordi, filarini e tradimenti, bisbocce e corse sulla spiaggia.

Dunque, servono istruzioni per lo spettatore-fan, e magari pure fan scalmanato, che si aspetta la solita scarica di evergreen, magari uno in fila all’altro. Non è così, anzi per due ore le sole strofe di Amore bello fanno da contrappunto (ma cantate per qualche manciata di secondi da Mina, Fossati, Morandi eccetera) a brani per lo più sconosciuti di una discografia infinita. Preparatevi. Anche questa è una faccia del Claudio Baglioni che amate.

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Piccolo grande amore Baglioni riparte da Milano

Fonte: “Ansa

Show multimediale, contributi di 70 artisti e il pubblico sceglie i brani

MILANO – E’ uno spettacolo multimediale e molto visivo quello allestito da Claudio Baglioni per il suo ‘ConcertOpera’, live integrale del suo ultimo lavoro discografico Q.P.G.A., presentato ieri sera al teatro degli Arcimboldi di Milano, da dove è partito il tour teatrale che, dopo le prime quattro serate nel capoluogo lombardo, toccherà Padova, Napoli, Firenze, Roma, Bologna e Genova.

Sul palco domina un enorme megaschermo dove scorrono, sincronizzati con i temi e i tempi della musica, immagini di amori, contestazione, passioni di giovani tra gli anni ‘70 e i giorni nostri.

E poi, naturalmente, c’é Baglioni, che a quasi ogni canzone si cambia d’abito, indossando ora un elegante completo scuro, ora una giacca di pelle e poi ancora una camicia bianca con un gilet e una giacca militare, in alcuni pezzi imbracciando una chitarra elettrica, in altri sedendosi ad un piano. Insieme a lui altri cinque musicisti e, fuori campo, le registrazioni delle voci e degli strumenti dei 70 grandi nomi della musica italiana che hanno contribuito alla realizzazione del disco.

Baglioni duetta così con la chitarra di Pino Daniele in ‘Se guardi su’ e con la voce di Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi e Francesco Renga in ‘Lungo il viaggio’. Senza scordare la chitarra del figlio Giovanni in ‘La paura e la voglia’. Baglioni si è presentato in splendida forma vocale, incantando un teatro tutto esaurito per circa tre ore di concerto, durante il quale ha riproposto integralmente tutte le canzoni del doppio cd che è appena uscito, una rivisitazione, allungata e arricchita di decine di nuovi brani, del suo capolavoro del 1972 ‘Questo piccolo grande amore’.

A concludere la serata, bis scelti direttamente dal pubblico. Nel foyer del teatro, infatti, prima di entrare ciascun spettatore poteva scrivere il proprio nome su una lavagna accanto a una lista di celebri canzoni d’amore di Baglioni, votando così i pezzi preferiti.

Pubblico della serata sono state due generazioni di fan del cantautore: oltre a gruppi di donne e coppie sulla cinquantina, ancora ragazzi quando Baglioni cominciava a siglare i suoi primi successi, in sala c’erano anche tantissimi giovani, a cantare a squarciagola ‘Una faccia pulita’ o ‘Porta Portese’ o a commuoversi in ‘Con tutto l’amore che posso’.

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