La memoria corale di “Q.P.G.A.”

Fonte: “Repubblica

Intervista al cantante dopo il successo di film, romanzo, doppio album
“Nel 2010 suonerò in tutto il mondo, il viaggio mi muove anche dentro”

Baglioni porta in tour l’opera pop

di Pietro D’Ottavio

ROMA – Ancora qualche concerto e Claudio Baglioni chiuderà il cerchio del kolossal Q.P.G.A (tra film, romanzo, doppio album con nuove canzoni e diversi tour). Per l’anno che verrà il “viaggiatore Baglioni” annuncia un lunghissimo tour antologico in tutti e cinque i continenti. “Suonerò in tutto il mondo, per tutto il 2010 – spiega – e prenderò appunti per il nuovo album: quando sono in movimento mi arrivano nuove ispirazioni. Se sto fermo succede molto meno: il viaggio mi muove anche dentro”.

Intanto la monumentale rilettura di Questo Piccolo Grande Amore – “opera pop” che torna in flashback agli anni Settanta con proiezioni video, effetti e 160 minuti di musica dal vivo – è in scena all’Auditorium di Roma fino al 30 dicembre, poi dal 4 al 6 gennaio al teatro Europa di Bologna, gran finale dall’8 al 10 al teatro Carlo Felice di Genova.

Baglioni, è anche il momento di un bilancio di Q.P.G.A.
“Anche questo è stato un viaggio. Soprattutto nel tempo: per scrivere le nuove canzoni mi sono ritrovato nella casa di allora, nei vestiti e nei pensieri di allora. Per riprendere e ampliare una storia di 40 anni fa, partendo dalla ricerca di vecchi appunti e nastri ‘perduti’, ho cercato di ‘compattare’ il tempo non scrivendo alla maniera di quando ero un ragazzo, altrimenti avrei corso il rischio di fare una parodia di me stesso”.

I numeri di Q. P. G. A. sono di primo piano: 100 mila copie vendute del romanzo, quasi sempre tutto esaurito ai concerti, settanta musicisti ospiti nel disco.
“Mi ha commosso Ennio Morricone che ha accettato di suonare il piano in Questo piccolo grande amore. Mi sono fatto grandi risate con Neri Marcorè (ospite in Al mercato) e con Paola Cortellesi (in Battibecco). E dopo molti anni ho risentito Mina al telefono, che ha accettato con entusiasmo di cantare un piccolo cameo”.

E poi ci sono Jovanotti, Fiorello, Giorgia, Battiato, Fossati, Bocelli, Venditti, Pino Daniele, Cristicchi, Elio e le storie tese, Ruggeri…
“È diventato un lavoro corale, all’inizio avevo pensato di chiamare una trentina di colleghi ma il loro entusiasmo mi ha travolto. I duetti sono rimasti eccezioni, nessuna scelta è stata casuale, ma legata alla storia artistica degli ospiti. O magari a un qualcosa che nei miei ricordi li collegava al brano in cui poi hanno cantato o suonato. Come l’invito fatto a Luis Bacalov di suonare in Porta Portese, canzone che negli Settanta aveva avuto grande successo nella versione spagnola e per l’America Latina”.

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Baglioni, feste in concertopera

Fonte: “Il Messaggero

Da sabato 5 date all’Auditorium di Roma

di Marco Molendini

Claudio Baglioni (foto Farneti - Lapresse)

Claudio Baglioni (foto Farneti - Lapresse)

ROMA (26 dicembre) – L’idea è doppiamente insolita. Vedere un pop idol nazionale come Baglioni nelle dimensioni ridotte di un auditorium e ascoltarlo alle prese con una sorta di mega suite, quasi tre ore di musica, in cui il cantautore romano rivisita il suo primo, grande successo. Un concertopera (così l’ha battezzato l’autore) intitolato QPGA, acronimo di Questo piccolo grande amore, che è l’ultima tappa di una teatralogia che ha visto Baglioni impegnato negli ultimi tempi a sfidare insieme la memoria, il passato e, perfino, un certo fastidio provato spesso nei confronti della sua canzone più celebrata.

Uscito il film, uscito il libro, fatta una prima ricognizione live, adesso Claudio si è rimesso in pista sulla scia di un disco che raccoglie tutte le pagine di quel lontano conceptalbum, rinforzate da nuovi materiali compositivi e dall’intervento di ben 70 firme del made in Italy canoro, personaggi come Mina, Fossati, Morandi, Ornella Vanoni, Arbore, Laura Pausini, Giorgia, Venditti, Jovanotti, Bocelli, Morricone, Battiato, ma anche ospiti eccellenti come Fiorello e altri presi in prestito dal mondo del jazz come Paolo Fresu, Stefano Di Battista, Danilo Rea, Stefano Bollani.

Un’operazione extralarge che, altro fatto insolito, da sabato prossimo, sarà per cinque sere nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium: periodo, questo, generalmente poco propizio ai tour pop e che Baglioni ha scelto di sfatare. Il tour ha già avuto un suo rodaggio, ha debuttato a inizio dicembre a Milano, ha toccato altre città e ora sbarca a Roma con la sua carovana mostruosa dove la scena spoglia senza ricorrere a tante tecnologie si focalizza sulla presenza di un megaschermo centrale su cui scorrono le immagini (alcune tratte dal film a formare una sorta di clip-movie inedito con la regia di Duccio Forzano) ma dove si alternano anche i numerosi ospiti chiamati a fare da collegamento fra i vari temi dell’opera. I musicisti, guidati dal fidato Paolo Gianolio alle chitarre, sono a loro volta seduti dietro altri schermi ad alta risoluzione, mentre la musica scorre.

E stavolta il concerto di Baglioni, almeno nella prima parte, non è una sfilata di grandi successi, ma una rigorosa ricostruzione dove i temi conosciuti sono pochi, sparpagliati fra interludi, intermezzi, raccordi canzoni che si fondono. Solo alla fine Claudio si concede nel suo lato più popolare e famoso in una sorta di finale a richiesta in cui il pubblico viene chiamato a scegliere nel suo grandissimo songbook i pezzi preferiti e più conosciuti. Un modo per chiudere in bellezza dopo una così lunga cavalcata musicale.

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Baglioni, il suo grande «ConcertOpera» a Napoli

Fonte: “Notiziario Italiano – Campania

NAPOLI – E’ stato uno show multimediale, durato circa tre ore, quello che ha tenuto ieri sera (ndr, 16 dicembre 2009) Claudio Baglioni al Palapartenope di Napoli. Tutti in piedi, commossi, tutti a gridare il suo nome.. CLAUDIO..CLAUDIO… rapiti dalle immagini e dalla musica meravigliosa di questo «ConcertOpera». Dopo il libro e il film, anche questo tour fa parte del progetto artistico «Q.P.G.A.» dedicato al disco cult «Questo piccolo grande amore» uscito nel 1972. Una grande musica con nuovi arrangiamenti, nuove ambientazioni, nuove sonorità e l’aggiunta di brani ricomposti e di pezzi inediti perchè non inseriti nell’album del ‘72. Un maxishermo ha mostrato per tutto il tempo le immagini, firmate Duccio Forzano, sincronizzate con i temi e i tempi delle canzoni. Ma la cosa che ha lasciato tutti sorpresi sono state le voci fuori campo dei settanta big della mu¬sica italiana che hanno contribuito alla realizzazione di questo disco: il primo è stato Bocelli per poi passare a tutti gli altri grandi (raffigurati da uno stralcio di carta con il loro autografo) quali Ornella Vanoni («Fiore de sale»), Laura Pausini («Tutto l’amore che posso»), Giorgia («L’appuntamento»), Bennato, Cocciante, Jova¬notti, Bocelli, Fossati, Mannoia, Morandi, Battiato, Neri per Caso, Paola Cortellesi, Gianni Morandi, Elio e Le storie Tese, Giusy Ferreri, Dolce Nera, Luca Barbarossa, Neri Marcorè, Renzo Arbore, meraviglioso assolo di chitarra di Pino Daniele, di piano di Giovanni Allegri…e su tutti … la regina incontrastata Mina ..che ha lasciato tutti a bocca aperta.

Baglioni, il suo grande «ConcertOpera» a Napoli

Un’emozione dietro l’altra, un susseguirsi di pianti, canzoni urlate…”e stonate contro il cielo lassù” (come canta Baglioni) accompagnate sul palco da: Paolo Gianolio, John Giblin, Roberto Pagani, Stefano Pisetta e Pio Spiriti. Bravissimi nell’affiancare, all’interpretazione integrale di Q.P.G.A., nuove edizioni live di tanti altri “piccoli grandi amori”. E’ stato un tripudio di tutte le più belle e storiche canzoni d’amore dello straordinario repertorio del musicista. Il pubblico accorso allo show ieri ha potuto interagire con esso scegliendo la sua canzone preferita che sarà poi pro¬posta nei Bis. All’entrata c’era infatti «il muro QPGA», do¬ve era possibile scrivere i successi dell’artista che volevano ascoltare. Q co¬me quaderno, P come pellicola, G come Giro di concerti, l’A di album. «Sono le quattro anime che compongono questo proget¬to – racconta il cantautore – quattro lettere come quattro sono stati gli anni di gestazione di quella che a San Remo, è stata votata come la ‘canzone del secolo’. Diciamo che è un ‘quadrigetto’. Sono passati quarant’anni anni da quan¬do, appena diciottenne, iniziai a scrivere ‘Questo piccolo grande amore’. Questo progetto multimediale è ispirato a quel disco in cui provai a raccontare la storia del primo grande amore, quello che non dura tutta la vita, ma la cam¬bia, per sempre». Un concept album? Un musical? «E’ un’opera moderna che chiude questa tetralogia. Ora ai fan di Baglioni non resta che attendere il mese di febbraio …quando uscirà il film “Q.P.G.A.”. Nel frattempo ancora oggi si canticchia…. << Tu…sei il senso che ho di me quello che fui insieme a tetra la gente e il mondo Tu.. sei in cima e in fondo tu per prima tu e niente più niente dopo e prima>>

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Baglioni e un coro di star per un piccolo amore in versione extralarge

Fonte: “Il Mattino

di Federico Vacalebre

NAPOLI – È un kolossal la «ConcertOpera» che Claudio Baglioni ha tratto da «Q.P.G.A.», ovvero «Questo piccolo grande amore» versione reloaded con la complicità di 70 colleghi: mai disco, concerto, trasmissione tv è riuscito prima a metterne insieme così tanti e prestigiosi. Ma anche una sfida contro tutti e tutto, dalla leggerezza dell’lp del 1972 alla voglia di karaoke delle fan. Pur tornando sul «luogo del delitto» della «maglietta fina», come farà ancora stasera e domani al Palapartenope, lo spettacolo complica la vita a ritornelli sempreverdi con arrangiamenti sinfonico-progressive e distrae le spettatrici con gli schermi che alternano sequenze da «Q.P.G.A.» versione film a panorami italiani e memorie baglioniane. Ma soprattuto, nella storia del piccolo grande amore consumato nel ribollire dei ribelli anni Settanta, irrompono, fuori campo, le voci di mezza hit parade.

E il senso dell’operazione, volutamente eccessiva nella sua lunghezza e magniloquenza, è chiaro quando le voci di Bocelli, Venditti, Mina, Fossati, Morandi e il piano di Morricone rileggono una melodia impalpabile quanto irresistibile, che la sinistra non amò perché troppo romantica, che la Chiesa fece censurare per quei versi sulla «voglia di essere nudi», ma che 37 anni dopo resiste all’usura del tempo come alla grandeur del suo inventore. Alla fine, quando il piccolo grande amore è consumato, offresi, a scelta delle spettatrici di ogni età (ci sono mamme con figlie; nonne con nipotine; comitive di amiche; donne con fidanzati, mariti e amanti al seguito), altri amori: «Avrai», «Mille giorni di te e di me», «Strada facendo»… E il trionfo è assicurato.

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Baglioni, 4 date “multimediali” per Napoli

Fonte: “Corriere del Mezzogiorno – Napoli

«ConcertOpera» è lo show che il cantautore romano terrà al Palapartenope fino al 18 dicembre

di Carmine Aymone

NAPOLI – «Sarà uno show multimediale, che durerà circa tre ore». Claudio Baglioni presenta il suo nuovo spettacolo «ConcertOpera» che sarà al Palapartenope da stasera 15 dicembre a ve­nerdì 18. Dopo il libro e il film, anche questo tour fa parte del progetto artistico «Q.P.G.A.» dedicato al disco cult «Questo piccolo grande amore» uscito nel 1972. Un maxishermo mostrerà le immagini firmate Duccio Forzano sincronizzate con i temi e i tempi delle canzoni. Fuori campo, si udiranno le voci dei settanta big della mu­sica italiana che hanno contribuito alla realizzazione del disco: Mina («L’arcobaleno»), Ornella Vanoni («Fiore de sale»), Laura Pausini («Tutto l’amore che posso»), Giorgia («L’appuntamento»). Ed ancora Bennato, Cocciante, Jova­notti, Bocelli, Fossati, Mannoia, Morandi, Battiato.

Q co­me quaderno, P come pellicola, G come Giro di concerti, l’A di album. «Sono le quattro anime che compongono questo proget­to – racconta il cantautore – , quattro lettere come quattro sono stati gli anni di gestazione di quella che a San Remo, è stata votata come la ‘canzone del secolo’. Diciamo che è un ‘quadrigetto’. Sono passati quarant’anni anni da quan­do, appena diciottenne, iniziai a scrivere ‘Questo piccolo grande amore’. Questo progetto multimediale è ispirato a quel disco in cui provai a raccontare la storia del primo grande amore, quello che non dura tutta la vita, ma la cam­bia, per sempre». Un concept album? Un musical? «E’ un’opera moderna che chiude questa tetralogia». Ad accompagnare Baglioni sul palco: Paolo Gianolio, John Giblin, Roberto Pagani, Stefano Pisetta e Pio Spiriti. Il pubblico che accorrerà allo show potrà interagire con esso scegliendo la sua canzone preferita che sarà poi pro­posta nei Bis. All’entrata troveranno «il muro QPGA», do­ve potranno scrivere i successi dell’artista che vorrebbero ascoltare.

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