Ecco i nomi dei 16 big partecipanti a Sanremo 2010

Fonte: “Comunicati-Stampa.net

I big scelti per Sanremo 2010 sono passati da 14 a 16 per via della qualita’ dei brani. Saranno in gara dal 16 al 20 Febbraio. Ecco gli altri nomi ammessi e qualche riflessione.

La commissione esaminatrice, guidata dalla conduttrice Antonella Clerici e dal direttore artistico Gianmarco Mazzi, ha annunciato ieri l’elenco completo degli “artisti” in gara, proponendo alla Rai la richiesta, peraltro accolta, di portare il numero dei partecipanti da 14 a 16, considerata l’originalità delle canzoni presentate.

‘Sono sorprendenti’, afferma Mazzi, ‘faranno parlare ed emozioneranno, abbiamo lavorato per portare sul palco del Festival alcune delle più belle espressioni della nuova musica italiana insieme ad artisti che hanno fatto la storia di questa manifestazione’.

Alcuni pronostici della vigilia sono stati rispettati. Irene Grandi si presenta con “La cometa di Halley” e per lei questa partecipazione potrebbe rappresentare l’occasione di prendersi una bella rivincita dopo l’esclusione determinata dalla commissione sanremese di due anni fa di “Bruci la città”, il suo singolo, guarda caso, più venduto.

Piaceranno ai più giovani gli artisti dei talent show: Marco Mengoni, che non ha ancora scelto il brano, visto che il posto a Sanremo gli tocca di diritto, Noemi con “Per tutta la vita” e Valerio Scanu con “Un attimo con te”.

A loro si aggiungono i Sonhora, con “Baby”, una ballata rock, un passo avanti rispetto alle sonorità pop del loro primo album, il bestseller “Liberi da sempre”.
Poi, Arisa, la rivelazione dell’anno scorso e Malika Ayane con un brano scritto da lei assieme a Pacifico “Ricomincio da qui.

Per il pubblico più tradizionale ci saranno il redivivo Toto Cotugno, Nino D’Angelo con “Jammo j…” uno ‘spot per il sud’.
Tra le sorprese, anche se la notizia era già circolata, la presenza del principe Emanuele Filiberto, in coppia con Pupo e al tenore Canonici, con una canzone, in cui reciterà, intitolata “Italia amore mio”.

C’è molta attesa per l’accoppiata inedita Nomadi/ Irene Fornaciari con “Il mondo piange”, scritta appositamente da Zucchero.
Per la canzone d’autore, ottime le presenze di Morgan, di Enrico Ruggeri e Simone Cristicchi con “Meno male”, nel quale ironizza su Carla Bruni.

Non mancheranno le polemiche, ed ecco rispuntare nuovamente Povia, che dopo “Luca era gay”, ci riprova a suscitare un po’ di polverone con una canzone dedicata alla drammatica vicenda di Eluana Englaro.

Esclusa invece Asia Argento, che puntava a partecipare con ”Mentre”, in coppia con Roberto Kunstler. Chi invece non si aspettava di entrare è Fabrizio Moro: ‘Non ci speravo più di tanto, non pensavo che avrebbero accettato la mia canzone’, afferma il vincitore nella sezione Giovani 2007 con il brano anti-mafia “Pensa” e terzo posto nella edizione del 2008. Il suo pezzo, ‘Non è una canzone’, è ‘uno sfogo per manifestare la voglia di riprenderci in mano la nostra vita, un inno alla libertà, una critica all’attuale sistema politico, economico, culturale e poetico’.

Tra i superospiti, si fa insistentemente il nome di Susan Boyle, la vocalist scozzese che ha trionfato nel reality “Britain’s got talent”, polverizzando i record di vendite con il suo cd “I dreamed a dream”. C’è chi vocifera sulla presenza di Michael Bublé, Sade (a febbraio 2010 pubblicherà, dopo anni di assenza dalle scene, il nuovo album, “Soldier of love”), Elisa, Claudio Baglioni, Gianna Nannini, Massimo Ranieri, Ligabue, Antonello Venditti e perfino Charles Aznavour.

Tra i giovani che aspirano a Sanremo, spiccano le presenze di Momo, del messinese Aldo D’Agostino, La Fame di Camilla, Manuel Auteri, Letizia Contadino, Studio 3, Eugenio Solla, vincitore dell’ultima edizione del “Premio Mia Martini”.

Link: www.chezmimi.it

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Sanremo, “minestrone” big: Pupo, Arisa, Noemi, Morgan

Fonte: “Leggo

Antonella Clerici è soddisfatta del cast di Sanremo 2010, “effervescente e di qualità”. Il festival compie 60 anni “ma non li dimostra”, osserva la bionda conduttrice, che parla di “artisti di talento, belle canzoni e grandi ospiti”. Marco Mengoni, Noemi e Valerio Scanu, lanciati da X Factor e da Amici, e i Sonhora, piaceranno ai più giovani; Toto Cutugno, Nino D’Angelo e i Nomadi (con Irene Fornaciari) al pubblico di una certa età. Tra le sorprese, anche se la notizia era già circolata, la presenza di Morgan e del principe Emanuele Filiberto in coppia con Pupo. All’Ariston rivedremo anche Enrico Ruggeri, Fabrizio Moro, Malika Ayane (con un brano scritto insieme a Pacifico), Irene Grandi, Arisa e Simone Cristicchi. “Le canzoni sono sorprendenti, faranno parlare ed emozioneranno – dice il direttore artistico Gianmarco Mazzi – abbiamo lavorato per portare sul palco del Festival alcune delle più belle espressioni della nuova musica italiana insieme ad artisti che hanno fatto la storia di questa manifestazione”. Forse per questo i nomi sono passati dai 14 annunciati a 16. Per assicurare la giusta dose di polemiche, ecco rispuntare Povia che, dopo ‘Luca era gay’ proporrà una canzone dedicata alla drammatica vicenda di Eluana Englaro. La Grandi, dopo la clamorosa esclusione nel 2007 di Brucia la città, il suo singolo più venduto in assoluto diventato poi un successo di pubblico e di critica, potrebbe avere la sua rivincita. Esclusa invece la ex di Morgan, Asia Argento, che puntava a una trasferta sanremese con un brano, ‘Mentre’, in coppia con Roberto Kunstler. Chi invece non si aspettava di entrare è Fabrizio Moro: “Non ci speravo più di tanto, non pensavo che avrebbero accettato la mia canzone”, dice il vincitore nella sezione Giovani 2007 con il brano anti-mafia Pensa. Il suo brano, ‘Non è una canzone’, è “uno sfogo per manifestare la voglia di riprenderci in mano la nostra vita, un inno alla libertà, una critica all’attuale sistema politico, economico, culturale e poetico”. Per festeggiare i 60 anni del Festival, l’idea è quella di organizzare una sorta di ‘open party’, lasciando la massima apertura agli autori e agli interpreti stranieri, alla canzone in dialetto, agli artisti che non hanno una casa discografica e dando la possibilità dei ragazzi della categoria ‘Sanremo Nuova generazionè di pubblicare online, da subito, i loro brani. Una grande festa, soprattutto televisiva, sulla quale però Nino D’Angelo, in gara con Jammo j…, “uno spot per il Sud”, nutre dei dubbi: “Alla fine a Sanremo della vera musica non gliene frega niente. Emanuele Filiberto è una cosa televisiva, che con la musica non c’azzecca”. E aggiunge: “È giusto portare i giovani, per svecchiare il festival, ma devono avere talento. Sanremo non deve essere come X Factor o Amici, altrimenti è inutile farlo”.

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Dove corre Baglioni? Cerca il senso della vita

Fonte: “Repubblica

di Gino Castaldo

Bisognerà cominciare a prenderlo sul serio il signor Claudio Baglioni, di professione cantautore. Questo almeno ci impone l’ impegnativa mole della sua nuova opera, un doppio album dal titolo Oltre (ed. Cbs) e più suggestivamente sottotitolato Un mondo uomo sotto un cielo mago. E diciamo subito che siamo ai massimi livelli della produzione discografica. Tre anni di lavoro, tra scrittura e realizzazione, praticamente un kolossal, più vicino a quello che siamo abituati ad aspettarci per un grande film che per un disco, costato cifre iperboliche, realizzato nei migliori studi di registrazione del mondo, con alcuni tra i migliori musicisti reperibili sul mercato. E i risultati si sentono. Musicalmente sembra effettivamente una grande avventura, suonata da gente come Manu Katche, Tony Levin, Pino Palladino, Steve Ferrone e tantissimi altri, di tanto in tanto contrappuntata da impennate solistiche di personaggi d’ eccezione come Pino Daniele (magnifico il suo intervento di voce e chitarra nel pezzo Io dal mare), Youssou N’ Dour, Mia Martini (il duetto canoro nel pezzo Stelle di stelle è uno dei momenti più appassionanti del disco), Paco De Lucia, raccogliendo spunti e suggestioni di provenienze diversissime, dando già in questo la sensazione di una precisa volontà di universalizzazione. Ma del resto l’ obiettivo è altissimo. L’ invito è perentorio: Dagli il via, il brano che inaugura la kermesse e che fin dai primi suoni rivela la raffinata cura che è stata applicata alla lavorazione del disco. Due grandi complici: Celso Valli come arrangiatore, e Pasquale Minieri alla realizzazione, bravissimi entrambi, e come nocchiero ovviamente Baglioni stesso che ha firmato l’ album anche come produttore. Il via lo prende una sorta di protagonista viaggiante, colto all’ inizio di una corsa. Ed è l’ inizio di quello che si usa definire album-concept, ovvero un disco che vanta un filo conduttore, una sorta di racconto che unisce tutti gli episodi canori fino a comporre un significato aggiunto, complessivo. E qui si svela la vera ambizione di Oltre. Già la confezione dell’ album, splendidamente graficizzata da Vittorio Venezia, ci porta verso oscure necessità di racconti profondi. Un pieghevole, annesso al disco, ci mostra un Baglioni sofferto, quasi in odore di martirio (chissà se è voluta la somiglianza con San Sebastiano), e poi in volo, magicamente, travolto dal fiume degli elementi della natura. E c’ è anche un lunghissimo racconto scritto, che dovrebbe essere letto come una specie di guida alle canzoni. Protagonista è un certo Cacuio (e grazie all’ intervista di Maurizio Costanzo dell’ altra sera, sappiamo essere il modo in cui Baglioni infante pronunciava il suo nome), che viene dal mare e intraprende un viaggio, diviso tra sudata, fisica umanità e magia, prodigio, immaginazione, con la suprema velleità di scoprire chi è e che cosa gli riserva il destino di esistere. Si passa da rapide discese agli inferi a ardite risalite nei cieli, e nel viaggio si incontra di tutto, il mare, i cavalli, la fisicità, il volo, le stelle, la donna, anzi le donne, la degradazione industriale, Tien An Men, e più o meno qualsiasi altra cosa può venire in mente in un viaggio che vorrebbe raccontare il senso della vita. Cacuio-Baglioni compare a tratti nelle canzoni, in una identificazione autobiografica che ricorre come traccia da un pezzo all’ altro. La magniloquenza è palese, ma in fondo è un tratto tipico di Baglioni, che ha compiuto imprese spesso eccessive e che va vista nell’ ambito di questa strana storia di cantautore, assolutamente unica, tutta fondata su una inestinguibile voglia di riscatto intellettuale che egli coltiva fin dai tempi in cui era il più grande autore di canzoni per adolescenti innamorati. Già cinque anni fa, con La vita è adesso si avvertiva la tenace volontà di arrivare ai significati alti della canzone. Ma era ancora nulla in confronto ad oggi, dove siamo per l’ appunto oltre. L’ ambizione, questa volta davvero sfrenata, è quella della grande allegoria che riunisca il senso della vita, e qui si fa davvero fatica a seguire il discorso, peraltro sorretto sempre da un eccezionale lavoro musicale. Si potrebbe pensare indifferentemente alle peregrinazioni di Ulisse (omerico, dantesco o joyciano fate voi), al percorso simbolico dei tarocchi, alle grandi saghe cosmogoniche della fantascienza e chi più ne ha più ne metta, oppure più prosaicamente alla storia fin troppo personale di un uomo che vive l’ ambizione di lasciare un forte segno di sé. Altro che canzonette. L’ enfasi diventa talmente accentuata, nel corso del viaggio, che si avverte tutta la fatica, il peso, l’ insostenibilità delle domande poste, e alle quali (anche questo lo abbiamo appreso dal Costanzo show), non c’ è risposta, ma guarda caso sono in sé una molla del vivere. Si inizia con la corsa e si finisce con una languida, evanescente Pace che rappresenta la libertà, ovvero proprio quell’ affrancamento che Baglioni, come uomo e cantautore, sembra inseguire da tempo. Ma è una ricerca ansiosa, senza pace, sul cui valore letterario è lecito dubitare, almeno facendo riferimento all’ ambizione dell’ opera. O dobbiamo accettare versi come Fango di vie foruncolose, cristi e marie senza pietà, bavose anime sperdute, brillocca umanità di bar, qui Dio non c’ è, notte di braccia siringate, strade di disperato crack come poesia nobile? Oppure non siamo, più verosimilmente, proprio nell’ ambito di quella canzone che rimane sottoculturale proprio perché non si misura col suo specifico, che è tutt’ altro? E se così fosse Baglioni-Cucaio finirebbe per tornare al punto di partenza, cioè verso quelle sensazioni di poesia, e non poesia vera, che piacciono così tanto a quel mondo adolescenziale dal quale fa tanto per affrancarsi. Se Baglioni dimostra di essere poeta lo è proprio in alcune splendide intuizioni melodiche, dove il suo talento brilla senza alcuna ambiguità. E c’ è di più in quelle briciole di note che in tutta la velleitaria saga letteraria su cui il disco è imperniato.

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Baglioni da Costanzo

Fonte: “Repubblica

Questa sera Claudio Baglioni sarà protagonista di uno speciale del Maurizio Costanzo Show (Canale 5, alle 23.15) nel quale è l’ unico ospite. Questo faccia a faccia, piuttosto insolito trattandosi di un cantautore, coincide con l’ imminente pubblicazione del nuovo disco di Baglioni che verrà distribuito nei negozi a partire dal 17 novembre. L’ album si intitola Oltre, col sottotitolo di Un mondo uomo sotto un cielo mago (ed. Cbs) ed è un doppio album che prevede la partecipazione di numerosi musicisti di rilievo internazionale, come Youssou N’ Dour, Paco De Lucia, Pino Palladino, più alcuni dei musicisti che normalmente lavorano con Peter Gabriel, come Tony Levin e Manu Katche, e altri personaggi di spicco della canzone italiana come Pino Daniele e Mia Martini. Il disco, arrangiato da Celso Valli e curato da Pasquale Minieri, era particolarmente atteso non solo per i tantissimi appassionati che seguono con trepidazione le vicende, musicali e non, di Claudio Baglioni, ma anche perché la sua lavorazione è stata particolarmente laboriosa, e accompagnata da polemiche già molto prima della sua pubblicazione. Ricordiamo infatti che la Cbs aveva annunciato l’ uscita del disco per il 15 gennaio scorso, autorizzando i negozi ad accettare prenotazioni. Il disco poi non apparve, e la sua uscita è stata ritardata senza precise motivazioni fino ad oggi, alimentando una serie di voci sulle incertezze che lo stesso Baglioni avrebbe avuto sul suo prodotto. Ma ora tutto è pronto per il grande lancio che idealmente chiude questi due mesi di grande riscossa della canzone italiana. Questo disco così chiacchierato e così misterioso sarà finalmente disponibile all’ ascolto di chiunque avrà voglia di capire, almeno artisticamente parlando, cosa è successo a Baglioni, che non pubblicava dischi con canzoni nuove dal 1985. Tra le altre cose, il suo recente incidente automobilistico, aveva fatto temere un nuovo rinvio, ma tutto questo, e certamente altro ancora, lo potremo scoprire questa sera durante il Maurizio Costanzo Show.

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Le stelle di Natale

Cantanti di linea nuova, come Jeremy Faith, Engelbert Humperdinck e Mia Martini canteranno Gesù Cristo. Venerdì 24 dicembre – Ore 22,30 – Primo Canale

Giovani e impegnati potrebbe essere la definizione di tutti coloro (e sono tanti) che nella notte di Natale canteranno Gesù. Le sette canzoni che ci verranno presentate e che aiuteranno ad attendere l’ora di andare a Messa sono dedicate al Messia ma non avranno niente dei canti tradizionali del Natale. Saranno piuttosto dei canti di protesta contro la realtà odierna e un grido di speranza rivolto a Cristo. Le canzoni “Jesus”, “Gesù è mio fratello”, “Uno sguardo verso il cielo”, “Canto di osanna”, “Jesus Cristo”, “Melody” saranno interpretate rispettivamente da Jeremy Faith, Mia Martini, Le Orme, I Delirium, Roberto Carlos e Engelbert Humperdinck, l’idolo dei momento, nato 34 anni fa in India ma da 28 abitante in Inghilterra.
Il cantante brasiliano Roberto Carlos, che nutre una simpatia molto viva per l’Italia, è volato nei nostro Paese per partecipare a questo show televisivo e per discutere con i dirigenti della casa discografica la eventualità della sua partecipazione al prossimo Festival di Sanremo.
Un ruolo del tutto inedito è invece affidato a Claudio Baglioni, una giovane promessa della musica leggera italiana: oltre a cantare, Claudio sarà il giovane padrone di casa della trasmissione, attento a smussare gli angoli e a evitare i motivi di arrabbiatura a “papà” Aldo Fabrizi che rappresenta la tradizione. E non se la caverà poi troppo male in questo compito di moderatore, se alla fine sarà proprio lui ad accompagnare con l’organo Fabrizi impegnato a interpretare una sua ninna nanna. Valeria Fabrizi sarà invece l’ospite femminile; presenterà il coro polifonico di Sulmona, alcuni interpreti che abbiamo già nominato e canterà una canzone. Durante la trasmissione Aldo Fabrizi costruirà un piccolo presepio sullo stile di Trilussa, composto cioè dai soli animali. Sarà una trasmissione da ascoltare e da vedere accanto al caminetto, con tutta la famiglia sorridente e felice per i regali appena ricevuti e l’albero ancora scintillante di stelle e candeline. Una trasmissione che piacerà ai giovani, per le canzoni presentate da un truppa di cantanti appartenenti alla nuova linea musicale, ma adatta anche ai meno giovani per il suo carattere intonato alla notte più dolce dell’anno.

Fonte: TV Sorrisi & Canzoni

Grazie a Reginella.net

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