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Walter Savelli in concerto

COMUNICATO STAMPA
“IN GENERALE”, musica e parole
WALTER SAVELLI IN CONCERTO
SABATO 30 GENNAIO IN CONCERTO AL TEATRO COMUNALE DI VICENZA

Sabato 30 gennaio 2010 alle ore 21.00, WALTER SAVELLI si esibirà in concerto al Ridotto del Teatro Nuovo di Vicenza (Viale Mazzini,39 Vicenza – Posto unico: € 20,00 ) per la prima di una serie di concerti che vedono protagonista il pianista fiorentino.
Dopo 25 anni al fianco di Claudio Baglioni come musicista e collaboratore (Savelli è uno dei 70 artisti ospiti nel colossal QPGA dello stesso Baglioni fra i primi posti nelle classifiche di vendita),  dopo oltre 100,000 copie vendute dei suoi metodi didattici per la musica moderna e dopo essere stato in classifica con i suoi EP in vendita su Itunes Europahttp://www.itunes.com”  (primo artista indipendente in Italia ad aver firmato un contratto con la Apple), Walter Savelli è finalmente in concerto con uno spettacolo tutto suo. “Musica e parole”: un viaggio attraverso un’esperienza musicale che inizia negli anni 70 e continua in crescendo fino ai nostri giorni, proiettata in un futuro denso di appuntamenti live e di nuovi lavori in studio.
Walter Savelli: il suo pianoforte, le sue composizioni, i suoi racconti. Una vita sui palcoscenici più disparati, dai piccoli club agli stadi con 100.000 persone, passando attraverso partecipazioni televisive storiche (basta citare fra tutte Anima Mia e  L’Ultimo Valzer  con Baglioni e Fazio).

Oltre 30 anni di palcoscenico, la maggior parte dei quali accanto ad uno dei più grandi artisti italiani, con il quale ha scritto una parte significativa della evoluzione della musica leggera italiana.
“Sono fiero di affermare – racconta Walter Savelli – che le mie composizioni sono delle vere e proprie “canzoni” nella loro forma armonico/melodica e nella loro struttura formale: la mia musica pertanto è rivolta  a qualsiasi tipo di pubblico. La differenza semmai sta nel modo particolare in cui questi brani sono suonati, quindi nell’arrangiamento pianistico che si rifà vagamente ad una forma che potremmo definire di “esecuzione pseudo/classica”. Il pubblico quindi assisterà semplicemente ad un concerto  di pianoforte moderno, pop nel vero senso della parola durante il quale suonerò la maggior parte dei miei brani (e non solo) contenuti nei miei album in vendita su ITUNES e intratterrò il pubblico raccontando anche aneddoti e gags di questi 35 anni di palcoscenico e di backstage, molti dei quali vissuti accanto a Claudio Baglioni.
Un appuntamento imperdibile per i fans, per coloro che amano le note di un pianoforte suonato con eleganza e l’inconfondibile stile, che si annuncia nella sua semplicità come uno dei più innovativi e appassionati live italiani.”

30 gennaio 2010 ore 21.00
Ridotto del Teatro Comunale città di Vicenza ( “http://www.tcvi.it“)

Info concerto: 392.6991282 – 0444.324442(biglietteria teatro Orari: dal martedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00; il sabato dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00.
Pagamento: contanti, assegno bancario o bancomat, carta di credito (Visa, Mastercard, BancoPosta).
I residenti fuori Vicenza possono prenotare telefonicamente e pagare tramite bonifico, vaglia postale, carta di credito.)

Biglietti in vendita presso la biglietteria del teatro stesso oppure sul circuito online:

http://www.greenticket.it
http://www.waltersavelli.it
http://www.myspace.com/waltersavelli
http://www.joyandjoy.it

Padova, 7 gennaio 2010
Ufficio Stampa Walter Savelli: Camilla Savelli in collaborazione con JoY&JoY Eventi
Direzione artistica: Walter Savelli – Pietro Ferro (walter@waltersavelli.it)
Produzione: JoY&JoY Eventi (info@joyandjoy.it)
Booking & Live: Pietro Ferro (staff@joyandjoy.it)

Il gruppo su Facebook

In viaggio

Grazie Valentina 🙂

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QPGA dall’11 Gennaio su Sky Cinema

Fonte: “Patapan

Dall’11 Gennaio su Sky Cinema, sarà posssibile vedere il film “Questo piccolo grande amore”.

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Lady Gaga e Dita von Teese volano a Sanremo

Fonte: “Il Giornale

Milano – Però se ne parlerebbe dappertutto: Lady Gaga al Festival di Sanremo, televisioni scatenate in tutto il mondo. Ovunque vada (vedi ad esempio all’X Factor inglese) lei inscena una performance unica e irripetibile: ballerini, scenografia, costumi tutti nuovi di pacca. Così è diventata la popstar dell’anno. E così però crea enormi problemi a tutti gli organizzatori degli eventi perché, insomma, per ogni ospitata si rischia di pagare un conto lungo da qui a lì. In ogni caso, ci sono trattative in corso tra il suo management, la sua casa discografica Universal e la Rai e mica è così improbabile che lei arrivi davvero all’Ariston. Sarebbe una botta di glamour, non solo di pop. Chi invece porterebbe una ventata di stile vintage e sofisticato è Dita von Teese, una delle icone fashion degli ultimi anni, ex spogliarellista, fotomodella dalla pelle d’avorio, autentico simbolo di quel burlesque parodistico e sensuale, figlio minore del vaudeville e nipote lontano della clownerie, che lei ha contribuito a togliere dal baule dei ricordi. Sarebbe protagonista di una serata in stile Moulin Rouge, piena di ventagli, piume e soprattutto ballo. Vedremo. Intanto corrono anche le trattative (lo conferma l’agilissima agenzia AdnKronos) per portare all’Ariston Susan Boyle.
Lì per lì il nome dirà poco a chi non è appassionato di musica: ma è la cantante che nel 2009 ha venduto più dischi e, soprattutto, lo ha fatto più velocemente, visto che in poche settimane il suo cd I dreamed a dream ha contabilizzato circa sette milioni di copie, ha trascorso tutto dicembre al primo posto della classifica americana ed è ancora lì, davanti a Mary J. Blige e all’inamovibile Andrea Bocelli. In poche parole, lei è la nuova cenerentola del pop: non era nessuno, ha partecipato a Britain’s got talent e boom: è diventata una stella che in questo momento vende più dischi di tutti. Insomma, l’Inghilterra si è commossa di fronte a questa quasi cinquantenne rotondetta e molto sgraziata che piace a un pubblico anagraficamente più alto (difatti lei è forte sui cd, meno sul download, tradizionalmente roba da giovani) ma che ha l’indubbio appeal di una storia vera: dopo una vita emarginata senza lavoro (ha fatto solo l’apprendista cuoca per qualche tempo) e con tanto volontariato, grazie a una voce completa e fluida ha realizzato il sogno di sempre rispondendo a chi la prendeva in giro chiamandola «Susie the simple», ossia Susie la bonacciona. Arrivasse al Festival, sarebbe un simbolico schiaffo a tanti concorrenti di talent show che a vent’anni scarsi si atteggiano da artisti, si offendono alla prima critica e poi spariscono nel buio dopo poche puntate.
Comunque sia, queste trattative, per quanto volatili e magari passeggere, confermano la volontà del Festival di essere una fotografia il più completa possibile della musica che gira intorno.
E anche la serata del giovedì, che si intitolerà «Quando la musica diventa leggenda» per celebrare i sessant’anni di Sanremo, sarà probabilmente il florilegio di quanto di meglio le classifiche oggi sappiano produrre. E quindi, oltre alla già annunciata Elisa, ieri l’AdnKronos anticipava il nome di Claudio Baglioni (ricordiamo anche la non certezza della cosa secondo quanto dichiarato dal Management dello stesso Claudio Baglioni, NDR.), che è da settimane ai primi posti con il cd Qpga: saranno due degli otto artisti che reinterpreteranno la canzone sanremese che più hanno amato tra le centinaia sfilate in tutte queste edizioni. A presentarli, potrebbe essere Pippo Baudo che, tra l’altro, festeggia una carriera lunga solo dieci anni meno del Festival: cinquant’anni, accidenti. Per il resto, il cast in gara è ormai stato annunciato e ha sorpreso positivamente tanta critica. Mancano i sei giovani di Sanremo Nuova generazione che si aggiungeranno ai due (Romeus e Jacopo Ratini) già selezionati attraverso SanremoLab. Gli iscritti (tra i quali c’è anche Cristel Carrisi, la figlia di Albano e Romina che si è presentata senza segnalare il cognome) sono quasi mille e sabato i quaranta finalisti saranno convocati dalla Sanremo Academy del direttore artistico Gianmarco Mazzi (e composta da Massimo Cotto, Gigio D’Ambrosio, Mariolina Simone e Andrea Lo Vecchio). Poi il 12 arriveranno i nomi decisivi. «Quando si fa una ricerca così allargata, arriva un po’ di tutto, anche cose dilettantesche – ha detto ieri Mazzi – ma se guardiamo alla parte “alta”, c’è grande qualità». In poche parole, a un mese e mezzo dall’inizio, siamo alla stretta finale e, guarda un po’, questa volta il Festival arriverà all’Ariston con meno fiatone del solito.

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Andata e ritorno per gli anni Settanta

Fonte: “Patapan

Andata e ritorno per gli anni Settanta: parla Claudio Baglioni in scena dal 4 gennaio all’EuropAuditorium.

Quando, nel 1972, Questo piccolo grande amore balzò in testa alle classifiche, Claudio Baglioni si ritrovò forse con un retrogusto amaro in bocca. Ma lui, che in quel disco avrebbe voluto mettere molto di più di quello che gli venne alla fine consentito, ora, a 40 anni di distanza, può togliersi lo sfizio e la soddisfazione di svelare il doppio fondo del baule e raffinare la punteggiatura. Dal 4 al 6 gennaio, il cantautore sarà al Teatro EuropAuditorium con ConcertOpera, un bastimento carico delle esperienze e delle suggestioni che ruotano intorno all’uscita di Q.P.G.A, la rivincita di quell’album incompiuto.

Baglioni, Q.P.G.A fa parte di un progetto assai complesso, che comprende un film, un libro e il tour di cui la data bolognese fa parte… «L’ho covato per quaranta anni. Da quando, era il 1969, cominciò a prendere forma il brano Questo piccolo grande amore. Sin dall’inizio, infatti, avevo in mente una storia. La stessa di Q.P.G.A e, naturalmente, di ConcertOpera: il primo grande amore, quello che non dura tutta la vita, ma la cambia per sempre. Quando nel ’72 l’album uscì, avrebbe dovuto essere un disco doppio. Ma ero praticamente un esordiente. La casa discografica decise di contenere i rischi e il lavoro venne condensato in un unico album. Risultato: il progetto restò incompiuto. Poi il successo, tanto improvviso quanto clamoroso. E l’esigenza di vedere dove la musica mi avrebbe portato. Ma l’idea di dare compiutezza a quel progetto non mi ha mai abbandonato.

Il film di Riccardo Donna, il romanzo che ho scritto per Mondadori, il nuovo doppio cd Qpga e questo ConcertOpera non sono altro che la risposta al bisogno di chiudere il cerchio e dare a quell’idea lo spessore e la profondità di campo che, allora, non aveva potuto avere. Ci sono voluti quasi due anni di lavoro per farlo, ma – anche a giudicare dalla straordinaria risposta del pubblico e dai giudizi particolarmente lusinghieri della critica – direi che ne è valsa la pena». L’impianto scenico e tecnologico dei concerti è quantomeno suggestivo e pare un compendio storico-artistico in due atti… «E’ vero. La macchina organizzativa, così come quella “ideativa” sono state particolarmente ricche e complesse.

ConcertOpera è a tutti gli effetti un’opera. Opera popolare moderna, naturalmente. Probabilmente più rock, che pop, dal punto di vista di arrangiamenti e sonorità. Un racconto in musica a tre dimensioni – suoni, parole, immagini – che si sviluppa lungo due tempi di settantacinque minuti, senza interruzioni tra un brano e l’altro. Il tutto accompagnato da una “colonna visiva” inedita e straordinaria, opera di Duccio Forzano, che scorre su grande schermo in perfetto sync con atmosfere, temi e tempi della musica. Un indimenticabile viaggio di andata e ritorno tra gli anni ’70 e i giorni nostri, tra sogni e ricordi, speranze e delusioni, passioni dimenticate e ritrovate, in un intrecciarsi di passato, presente e futuro». Ospiterà alcuni dei nomi presenti sul disco alle date bolognesi? «Ci saranno tutti e sessantanove, con la loro voce o il suono inconfondibile del loro strumento. Naturalmente, la loro è una presenza virtuale. Sarebbe stato impossibile averli tutti sul palco. Né, in un progetto di questo tipo, avrebbe avuto alcun senso ospitarne solo alcuni. L’apporto di tutti loro, infatti, è fondamentale. E, come in una melodia: basta togliere una sola nota per far perdere senso e valore a tutto l’insieme. Qpga, infatti, non è un album di duetti. Sono graffiti, impronte, firme. Partecipazioni piccole. Piccolissime a volte. Anche se straordinariamente significative. Tanto che, all’inizio, quasi mi vergognavo di chiamare nomi così importanti per far fare loro così poco. È stata Mina a farmi capire che la mia era una paura infondata. Saranno regali ancora più eleganti e preziosi, ha detto. Aveva ragione. E così, anche a Bologna, saranno tutti sul palco insieme a me». Cosa metterebbe in un ipotetico brano sul 2010? «Il bisogno di un grande sogno. L’anno in cui è ambientata la storia di ConcertOpera è quello in cui il mondo compì diciotto anni. L’ultimo nel quale tutti sognarono insieme. Da allora in poi, ognuno sognerà per sé. Piccoli sogni privati. Qualcuno si realizzerà. Qualcuno no. Ma nessun sogno avrà mai più la forza di rianimare il mondo. E parole come amore, pace e libertà non avranno più la stessa forza, né lo stesso significato. Mi piacerebbe che questa piccola storia ci spingesse di nuovo a sognare insieme. L’umanità ha bisogno di grandi sogni per fare piccoli passi avanti». Per un nuovo disco di inediti si dovrà aspettare un pò… «Lascio passare tempi piuttosto lunghi tra un disco e l’altro e, dopo due anni così intensi, sento il bisogno di tirare un po’ il fiato. Ma questo non significa che non possano esserci dellesorprese». SARANNO 52 brani, 160 minuti di musica assieme alle esecuzioni in video di tantissimi grandi nomi della musica italiana e un bis finale a richiesta con il pubblico chiamato a ‘votare’ la canzone d’amore preferita scritta dal musicista: è ‘ConcertOpera’, il nuovo tour teatrale di Claudio Baglioni che approda dal 4 al 6 gennaio alle 21 all’EuropAuditorium.

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Bologna: Claudio Baglioni live al Teatro Europa Auditorium

Fonte: “SabatoSeraOnline

Dal 4 al 6 gennaio, tre concerti per il ‘concept-tour’ del cantautore romano

Bologna. Sarà Claudio Baglioni a battezzare il 2010 con tre giorni di concerto al Teatro Europa Auditorium di Piazza della Costituzione. Dal 4 al 6 gennaio Baglioni si esibirà nel suo QPGA, Concert Opera.
La tournée “QPGA” è partita a novembre 2008 fermandosi per più date nei teatri di Milano, Roma e Napoli, è poi proseguita fino alla metà di settembre 2009 con la data all’Arena di Verona.
Ripartirà a dicembre per sostare nei vari teatri d’Italia tra cui Milano, Napoli, Padova, Firenze e Roma per poi continuare anche nel 2010 con Bologna e Genova.
Il costo dei biglietti va da € 51,75 a € 80,50.